Che fine ha fatto il progetto del Parco Eco tecnologico?

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Correva l’anno 2010 quando a fine novembre fu presentato per la prima volta il progetto Peter Mar, il Parco Eco tecnologico con fini didattici sul tema del riciclo dei rifiuti: sarebbe dovuto nascere a Fossoli, in via Remesina Esterna, nel 2011. Il progetto – promosso da Provincia di Modena, Comune di Carpi, Unione Terre d’Argine e Aimag – prevedeva la realizzazione di un moderno Centro Servizi ricavato dalla ristrutturazione di un edificio rustico tra via Valle e via Remesina, in un’area verde di oltre 15mila metri quadrati. Un luogo nel quale scuole e visitatori avrebbero dovuto trovare tutti i supporti tecnologici, gli spazi e le iniziative per scoprire le peculiarità e il funzionamento del riciclo virtuoso dei rifiuti: da Tred, centro regionale per il recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici, all’impianto di compostaggio, dal depuratore al centro Ca.re per il recupero di rifiuti urbani e speciali.  Del progetto, oggi, non resta che un fabbricato immerso nella campagna fossolese: il cancello è aperto, il lucchetto gettato a terra poco più in là, l’erba è incolta e i locali sono abbandonati. Il centro servizi, di proprietà del Comune di Carpi, è costato fior di quattrini: la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi ha stanziato i 300mila euro necessari all’acquisto dell’area mentre gli 800 mila euro della Regione Emilia-Romagna hanno completamente finanziato la realizzazione di un’opera oggi tristemente vuota. Il sisma del 2012 ha assestato una battuta d’arresto al progetto e, come spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Carpi, Simone Tosi, “il fabbricato ha ospitato alcuni uffici di Aimag legati al recupero macerie” ma ciò non giustifica il ritardo dell’operazione Parco.
“Il progetto – prosegue Simone Tosi – è fermo in attesa che Aimag liberi i locali dopodiché creeremo un percorso capace di mettere in relazione i moderni impianti presenti sul nostro territorio dove impieghiamo le tecnologie più avanzate al servizio  della tutela ambientale oltre all’Oasi la Francesa e al Campo di Fossoli.L’idea è quella di mettere in circolo relazioni positive, perché a Fossoli si sta facendo tanto per la salvaguardia dell’ambiente e della memoria storica”. I locali, la cui costruzione ha contribuito a consumare suolo, oggi sono liberi, come confermaanche Aimag: attendiamo che, a oltre sette anni di distanza, il progetto finalmente decolli…
Jessica Bianchi

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