Pmi: gli imprenditori invadono il Comune

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“Prendiamo atto della disponibilità degli amministratori locali di prestare maggiore attenzione alle nostre imprese che sono la spina dorsale di questo territorio”: con questa considerazione si è concluso l’incontro tra gli imprenditori aderenti a Lapam Confartigianato e gli amministratori locali tra cui il sindaco di Carpi Alberto Bellelli e il consigliere regionale Enrico Campedelli.  Sabato 12 novembre Palazzo Scacchetti, sede del Comune di Carpi, è stato invaso da una delegazione composta da una quindicina di piccoli e medi imprenditori che si sono seduti intorno al tavolo per far presente agli amministratori di Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano che ci sono nodi importanti da risolvere (“prima che vengano al pettine”)  e bisogna unire le forze facendo squadra per mantenere coesione sociale e benessere diffuso sui nostri territori. In particolare, per le aree di Carpi e Soliera, è tuttora aperta la questione delle mappe di scuotimento in conseguenza del sisma del 2012: entro la fine del 2018 i proprietari dei capannoni devono provvedere agli interventi di adeguamento sismico ma non c’è alcuna certezza sulle forme di finanziamento e il rischio è che l’intero patrimonio immobiliare perda valore in modo consistente. Sempre più evidente è il tema della sicurezza così come sono emerse diverse criticità in materia di viabilità (prolungamento della tangenziale verso nord, collegamento con Modena, ristrutturazione del passaggio sul Ponte dell’Uccellino, definizione dei tempi per la realizzazione della Cispadana), mentre “è indispensabile – è stato detto – completare il percorso positivo di aggregazione di servizi nell’area delle Terre d’Argine. Infine, la richiesta avanzata a tutti i sindaci della Provincia di Modena è di applicare l’aliquota minima agli immobili utilizzati dall’impresa in considerazione del fatto che i capannoni sono beni primari, finalizzati all’attività e senza alcun fine speculativo: “il capannone e il negozio – hanno evidenziato gli imprenditori – stanno all’artigiano e al commerciante, come la prima casa sta alle famiglie”. Insomma, i piccoli e medi imprenditori hanno chiesto di essere messi in condizione di lavorare senza ulteriori difficoltà e problemi oltre a quelli che già quotidianamente affrontano per sopravvivere: dal 2008 a oggi si sono perse sul territorio dell’Unione Terre d’argine 430 imprese di medie e piccole dimensioni (-3,8%) che dalle 11.202 di otto anni fa sono passate alle 10.722 di oggi. Sul fronte dell’occupazione, oltre a creare lavoro per sé,  gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori creano lavoro: nel territorio dell’Unione Terre d’Argine nelle grandi imprese  si concentra solo l’11,7% del totale degli occupati per il resto dipendenti di micro, piccole e medie imprese. Per la delegazione di Lapam Confartigianato, “per rilanciare il territorio occorre agire uniti: amministratori, politici, imprenditori si devono muovere uniti per ottenere risultati e valorizzare il distretto”.  L’esempio che viene citato è quello di Moda Makers, nell’ambito del tessile: la rassegna di moda organizzata da Consorzio Expomodena è stata promossa da Confartigianato Lapam, Cna e Confindustria con la collaborazione di Promec e il sostegno di Carpi Fashion System, coordinato dal Comune di Carpi con il contributo economico della Fondazione CR Carpi. Rispetto alla prima edizione dello scorso anno i numeri sono cresciuti a partire dai visitatori e dalle aziende espositrici che, in Piazzale Re Astolfo, sono state 44 (23 nel 2015).
Sara Gelli

 

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