Sisma, l’Europa accorda la proroga per le imprese

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A distanza di quattro anni dal sisma del 2012, la ricostruzione procede in Emilia Romagna. Sul fronte delle imprese la Commissione Europea ha deciso di prorogare i termini per la concessione di contributi alle attività produttive anche oltre il 31 dicembre come richiesto dalla Regione presso le sedi europee. Presto verrà varata l’ordinanza da parte del commissario e presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.  Sul tema della ricostruzione post sisma interviene l’assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi.
Assessore, per le attività produttive che significato ha la proroga?
“Prima di questa importante decisione della Commissione Europea, il commissario Bonaccini aveva un termine ultimo che era il 31 dicembre 2016 per firmare le concessioni per i risarcimenti alle imprese. Con questa proroga il commissario avrà  a disposizione altro tempo e le imprese che hanno vista rigettata la richiesta di risarcimento oppure hanno ritenuto di non accettarla perché non corrispondente a ciò che si aspettavano  avranno il tempo per ripresentarla sempre nei termini previsti dall’ordinanza e avere una risposta nel 2017. Si tratta di un riconoscimento importante soprattutto per molte attività produttive collocate all’interno dei centri storici  e abbinate alle abitazioni: c’è più tempo perché queste attività produttive possano presentare la domanda e gli possa essere riconosciuta”.
Dal 31 ottobre le imprese sono chiamate a restituire i finanziamenti ottenuti da Cassa Depositi e Prestiti per pagare tasse e contributi negli anni 2012 e 2013. Ci sono imprenditori molto preoccupati e altri che non sono informati: può fare chiarezza?
“Questo è il mutuo a cui hanno avuto accesso alcune imprese del cratere per poter anticipare tributi e contributi: spiace che l’informazione non sia mai così capillare ma è un tema che abbiamo lungamente dibattuto con le associazioni di categoria e anche con tutto il sistema bancario. Ne abbiamo anche dato informazione tramite i media perché noi siamo riusciti, con un lavoro di filiera istituzionale, a spostare al 31 ottobre 2016 il pagamento della prima rata. Questo è stato un risultato che abbiamo portato a casa anche assieme alle associazioni di categoria. Dopodiché la quota restante del pagamento dev’essere diluita in sette rate semestrali, con ultima scadenza a fine del 2020. Questo è un risultato perché la norma non era nata in questo modo per cui abbiamo cercato di sostenere il più possibile una partecipazione alla restituzione da parte delle nostre imprese più diluita e lontana nel tempo tant’è che siamo al 31 ottobre del 2016. Ad oggi devo dire che non abbiamo ancora i dati rispetto alle restituzioni, però molte imprese stanno procedendo in questo periodo. La preoccupazione di alcuni imprenditori è quella che il mancato pagamento influisca su eventuali altre concessioni come i contributi per il sisma, ma voglio rassicurare che si tratta di due operazioni separate. A tutte quelle imprese che hanno difficoltà ricordo che come Regione abbiamo messo in campo risorse aggiuntive destinate ai consorzi fidi regionali proprio per aiutare le nostre aziende ad avere la liquidità necessaria per rimborsare il finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti”.
Ci sono stati segnalati ritardi nell’erogazione del contributo per l’affitto a chi vive ancora sfollato. Le risultano?
“Ad oggi non mi è arrivato alcun tipo di segnalazione da parte di cittadini e da parte dei comuni.
E’chiaro che se vi è stato sollevato un tema di questo tipo io farò la verifica. Vorrei dire ai cittadini che, nel momento in cui dovessero avere problemi rispetto al contributo per l’affitto, possono rivolgersi immediatamente ai comuni o alla struttura commissariale. La stessa cosa vale per le imprese che possono rivolgersi alle loro  associazioni di categoria sempre in contatto con noi oppure alla struttura commissariale: procediamo a rispondere anche in modo diretto”.
Sara Gelli

 

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