I pionieri dell’Ability Dog a Carpi

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Hanno gli occhi brillanti e lo spirito leggero Rita Manicardi, Ivan Bruno, Andrea De Filippi, Samuele Bellesia, Lorenzo Allorini e Vincenzo Gallo. Sono loro i protagonisti, da tre anni a questa parte, di Ability Dog, un progetto sperimentale dal sapore davvero innovativo per il nostro territorio. L’idea, brillante, è nata grazie a Roberto Ferrari, istruttore cinofilo, nonché proprietario del campo di addestramento Dog City di Soliera: “il mio desiderio – spiega – era quello di mettere i miei cani, campioni italiani nella disciplina dell’Agility Dog, al servizio della disabilità. Per questo motivo ho lanciato un appello al mondo del volontariato e della cooperazione”. A rispondere con entusiasmo è stata la Cooperativa sociale Nazareno di Carpi, in particolare il servizio di inserimento lavorativo dell’Unione Terre d’Argine Point Job, come racconta l’educatrice Silvia Beschin: “abbiamo individuato con cura i ragazzi che reputavamo maggiormente interessati a partecipare e creato un gruppo di sei persone, con le quali, un giorno alla settimana, ci rechiamo al campo per dedicarci a quella che abbiamo ribattezzato Ability Dog, ovvero una sperimentazione a metà tra la Pet Terapy e la Paragility”.  I due amici a quattro zampe, veri e propri compagni di ventura dei ragazzi, sono due bellissimi Border Collie: Db, una femmina di dieci anni, praticamente una veterana, e Diesel, un maschio di sei.  “La nostra attività, dalla forte componente ludica, – prosegue Roberto – consiste nel realizzare dei percorsi disseminati di ostacoli, tra salti e gallerie, che i ragazzi devono memorizzare, attraverso una ricognizione preventiva, e poi effettuare insieme al cane al quale devono essere impartiti dei comandi specifici. Al termine del percorso poi, il conduttore premia l’animale, con un croccantino e una carezza, e gioca con lui. Fondamentale è riuscire a stabilire un rapporto di fiducia e armonia tra il cane e il conducente”.  Pionieri in città dell’Ability Dog, Roberto e Silvia sono davvero soddisfatti dei risultati conseguiti sinora dai “loro” ragazzi: “i vantaggi sono evidenti dal punto di vista motorio, cognitivo e relazionale. Il primo anno – ricorda Roberto – alcuni dei partecipanti se ne stavano fermi. Immobili. Non sapevano cosa fare. Ora corrono persino… perché la paragility è un modo per fare movimento, per usare il corpo, in sintonia con quello del cane, e acquisire così maggiore consapevolezza di sé.  Siamo inoltre riusciti a centrare uno degli obiettivi primari, ovvero far interagire i ragazzi con gli animali: anche chi non aveva mai avuto un contatto con un cane ed era bloccato dalla paura, oggi è in grado di condurlo e di giocare con lui”. Tra i sei vi è anche Ivan: il suo rapporto con Db è sorprendente. “Ivan è un non udente – spiega Silvia – ma ha dimostrato di avere un vero talento in questa disciplina. All’inizio il cane sembrava spaesato dal suo tono di voce alto e disarticolato, per questo motivo è stato importante abituare Db a familiarizzare con lui attraverso un approccio mediato dalla presenza rassicurante dell’istruttore. Superata l’impasse iniziale ora Ivan è capace di compensare autonomamente le proprie difficoltà verbali accentuando il movimento e la gestualità”.
A rendere questo progetto tanto speciale sono sicuramente la costanza e l’impegno che animano tutti i soggetti coinvolti: “il nostro segreto – sorride Silvia – è la mediazione. Roberto è rigoroso, tecnico, e ha da subito chiarito che questo progetto non doveva essere solo un’occasione di divertimento bensì un vero e proprio percorso di formazione personale”. “Qui intorno – aggiunge l’istruttore – ci si limita perlopiù a fare pet teraphy. Noi volevamo andare oltre, ovvero mostrare ai ragazzi quante cose si possano fare col proprio cane, lavorando insieme. Limitarsi ad accarezzarlo o a dargli da mangiare non è sufficiente: occorre imparare a vivere il cane a 360°”. La novità di Ability Dog sta poi nell’aver coinvolto non solo ragazzi con disabilità fisiche, bensì cognitive. E ha fatto centro!  Basta guardare Rita per rendersene conto: “all’inizio chiedeva sempre aiuto, adesso è molto brava e si ricorda quasi interamente il percorso. Non ha fatto passi, ma salti da gigante”. Rita sorride: “è un gran gruppo questo. Mi piace premiare i cani, se lo meritano”. Anche Lorenzo è entusiasta: “a me questa esperienza piace molto e spero di continuarla. Prima avevo paura ma adesso so come gestire un cane e se in un futuro ne avrò uno, saprò cosa fare”. “Io – gli fa eco Samuele – ho dei cani a casa dei nonni e spero di riuscire ad addestrarli meglio grazie a questa bella esperienza”. “Roberto ci bastona ogni tanto – ride Vincenzo – ma è davvero un bravo istruttore… io non ho un animale ma qui ho imparato tante cose belle. A Db, la nostra cagnolina, manca solo la parola: è straordinaria”. A far loro luccicare gli occhi è l’affetto che li lega ormai indissolubilmente ai due Border Collie: e forse è proprio questo il vero segreto, l’amore.  “La grande cura e la premura che Roberto manifesta in ogni istante ai suoi straordinari campioni a quattro zampe – conclude Silvia Beschin – sono davvero contagiose. La relazione che li lega è fondata su fiducia e rispetto e sono proprio questi i valori che i nostri ragazzi hanno imparato”.
Jessica Bianchi

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