Ciclabili: troppo o troppo poco?

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Sono iniziati e dureranno novanta giorni i lavori di manutenzione straordinaria per la sistemazione della ciclabile e del marciapiede di via Guido Fassi nel tratto compreso tra l’incrocio con via Berengario e quello con corso Fanti, un tratto di strada particolarmente degradato come residenti e frequentatori lamentano da tempo.  “Attualmente – si legge nella Relazione tecnico illustrativa del Comune – i marciapiedi, in entrambi i lati della strada, versano in condizioni assai precarie e presentano numerosi avvallamenti e discontinuità che ne ostacolano la normale percorribilità. In particolare, la ciclabile mostra varie sconnessioni, crepe diffuse dovute alla difficoltà delle acque piovane di defluire e alla presenza di radici invasive di grosse dimensioni. I cordoli di delimitazione degli alberi sono in rilievo e rappresentano un pericolo per chi percorre a piedi o in bici questi spazi che dovrebbero garantire sicurezza e non costituire pericolo per i passanti”.  Prima di cominciare a scavare è prevista la rimozione di nove esemplari di Sopphora Japonica (Sofora del Giappone) “che – spiega una nota del Comune – presentano criticità vegetative elevate: una parte di essi saranno ripiantumati sul lato ovest della via”. Pur generando numerose perplessità, non è l’aspetto della ripiantumazione di alberi mastodontici che si vuole affrontare perché, forse, si intendeva dire che saranno piantumati nuovi esemplari, bensì il costo di questo intervento per le casse comunali: 80mila euro. Basteranno per garantire una sistemazione duratura?  Considerando che per la pista ciclopedonale in via Dallai, tra il centro e la stazione ferroviaria, sono stati spesi 590.500 euro, o si è speso troppo per l’una o troppo poco per l’altra, ben più sconnessa e pericolosa.
Sara Gelli

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