“Questo sarà il nostro ultimo Natale insieme”

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Un altro pezzo del cuore di Carpi smetterà di battere. Dopo vent’anni di lavoro, Serena Guidorzi, titolare del negozio Dalla Buona Terra, abbasserà definitivamente la serranda. “E’ stata una scelta dolorosa, difficile, ma non potevo più andare avanti così. Ho cercato di tener duro ma le spese sono divenute insostenibili. A malincuore ho deciso che questo sarà il nostro ultimo Natale”. Serena non è una donna arrendevole, al contrario, le difficoltà non l’hanno mai fatta desistere o arretrare: “il terremoto di quattro anni fa aveva reso inagibile i locali del nostro negozio; non ci pensai due volte e decisi di ricominciare altrove, poco più in là, in corso Roma. Ora però le cose sono cambiate: i costi degli affitti in centro sono a dir poco proibitivi e, purtroppo, i proprietari dei muri sono poco inclini ad abbassarli per tendere una mano a noi esercenti. Animati dalla consapevolezza che il centro storico è ancora ambito e appetibile, confidano che altri tentino la sorte aprendo attività commerciali. Io sono rammaricata, non vorrei chiudere, ma so di non essere sola: sono tanti, infatti, i colleghi strozzati dai costi e che faticano a onorare il pagamento del canone di locazione… io non sono più in grado di sostenere tale onere”. Ai prezzi altissimi dei locali del centro si somma poi una crisi che ha letteralmente messo in ginocchio le famiglie carpigiane: “è inutile nascondersi o girare il volto dall’altra parte. Le persone hanno meno risorse a disposizione e questo, naturalmente, si ripercuote fortemente sulle vendite. I clienti calano e quelli abituali spendono comunque meno rispetto al passato”, prosegue Serena. Tra le mura profumate di Dalla Buona Terra, oltre ai prodotti erboristici e dedicati a un’alimentazione naturale, vi sono anche oggettistica country americana, decorazioni natalizie nordeuropee: manufatti originali. Scelti con cura. Introvabili altrove. Con l’abbassarsi della serranda, il prossimo 31 dicembre, la Corte dei Pio perderà una bottega speciale. Un tratto distintivo di Corso Roma. “A restare, a resistere, saranno soltanto catene e franchising… i piccoli negozi, quelli più particolari, faticheranno sempre più a tenere il passo, a sostenere le spese. In tanti ci hanno chiesto di ripensarci, ma ci vorrebbe un miracolo”, conclude Serena.
Una chiusura che pesa quella di Dalla Buona Terra e toglie un ulteriore e piccolo valore a un centro storico sempre più contratto e omologato. Sono ancora numerosi i negozianti che, pur tirando la cinghia, non vogliono abbandonare la nostra bella piazza.
Il luogo che, un tempo, costituiva il centro nevralgico della vita cittadina, lo spazio dell’incontro e dello shopping per antonomasia, oggi – a parte le rare eccezioni di corso Pio e, da circa un anno, Piazza Garibaldi – sta morendo. Il numero di negozi sfitti è a dir poco desolante e se è vero che l’Amministrazione Comunale non può interagire nelle trattative tra privati, è altrettanto vero che ha un ruolo non trascurabile in questa partita. Politiche locali attive e tese ad arrestare l’emorragia potrebbero ridurre la Tasi, obolo sui rifiuti o, ancora, proporre sconti sull’Imu a chi affitta a canoni ribassati e plateatici simbolici nelle aree più buie e abbandonate a loro stesse. Qualcosa è stato fatto ma è ancora lungi dall’essere abbastanza.
Jessica Bianchi

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