Percorsi di moda

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Scrive Umberto Eco: "L’abito non serve soltanto a proteggere dal freddo o dal caldo, ma distingue il militare dal civile, il prete, il poliziotto, la hostess, il giocatore di una squadra di calcio da quella di un’altra. L’abbigliamento insomma è un linguaggio". Sarà proprio l'aspetto semiologico della moda a essere al centro dei quattro percorsi che troveranno spazio durante l’undicesima edizione della Festa del racconto, che si terrà dall'8 al 12 giugno a Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera.
"Abiti, cappelli, orecchini, collane – continua Eco – hanno una funzione di richiamo, come le piume degli uccelli o le corna del cervo". Da quando re e regine affermavano il loro potere attraverso gli abiti, fino all'ingresso ufficiale della moda al MOMA nel 1944 grazie all'architetto Bernard Rudofsky, è diventato evidente come, al contrario di quel che recita il proverbio, l'abito faccia il monaco. Eccome. Si immagini, per esempio, un Enrico VIII, nel celeberrimo dipinto di Hans Holbein il Giovane, indossare non il fastoso costume che ne esalta spalle e busto, ma in mutande e canottiera o, per non far varcare alla fantasia i cancelli dell’irriverenza, in camicia e pantaloni. Quale sarebbe stata la reazione di sudditi e nemici? Probabilmente non quella di deferenza o timore.
La moda è tutto questo: significati universali e comunemente condivisi, ma anche ricordi strettamente personali, nei quali ogni abito ha la propria storia da raccontare. Questo il tema che verrà sviluppato dalla drammaturga e regista Barbara Corradini, accompagnata dai musicisti Michele Cosentini, Anna Palumbo ed Elena Luppi, nella performance di musica e letture Atlante degli armadi, che aprirà la Festa del Racconto a Carpi. Venerdì 10 giugno, alle ore 19, presso la Sala dei Mori di Palazzo dei Pio, gli abiti, tessendo la trama di vite vissute, saranno gli interpreti di racconti ed emozioni.
Da passatempo ritenuto prettamente femminile a status symbol che, con l’inizio del Postmodernismo, ha caratterizzato subculture e marcato la ricerca dell’identità dei singoli, la moda, indagata anche dal punto di vista sociologico, sarà al centro di Body Meets Dress, la lezione che Maria Luisa Frisa, direttrice del corso di laurea in Design della Moda e Arti Multimediali all'Università IUAV di Venezia, critica e curatrice di alcune tra le più acclamate mostre sul tema, terrà sabato 11 giugno alle ore 11 presso l'auditorium Loria,: le forme della moda, un incontro per indagare il carattere di perenne trasformazione del fashion design, tra business, creazione, cultura e comunicazione.
Il bianco, già protagonista della mostra White, sarà invece il filo conduttore di Bianco Imperativo, l’esposizione che verrà inaugurata sabato 11 giugno alle ore 17.30, ancora presso l'Auditorium Loria e la Sala Espositiva Biblioteca Loria, dall'artista e stilista Susi Zucchi, accompagnata dalle letture di Irene Guadagnini e dall’intervento di Cristina Trivellin. "Se il poeta vede oltre le parole – scrive Susi Zucchi – l'artista vede oltre i segni perché la mano arriva per prima alla sintesi e quel gesto è il prolungamento di un'idea, un compendio di visioni, ricordi o emozioni che si fissano nell'unicità della tela”.
Elvira Seminara, giornalista ed eclettica pop artist, condurrà infine gli ospiti attraverso un percorso di memorie fra teatro e arte con l'Atlante degli Abiti Smessi. Domenica 12 giugno alle ore 18,30, Sala dei Mori di Palazzo dei Pio si animerà così di storie che hanno come protagonisti quei vestiti "elfi" che scompaiono per poi riapparire all'improvviso.

 

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