Quando la pubblicità si chiamava Reclame

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Duplice appuntamento sabato 19 marzo a Palazzo Pio. Nella sala Khaled al Asaad inaugura una mostra sugli albori della pubblicità a Carpi, legati principalmente alla moda e all’abbigliamento. Reclame, questo il titolo della rassegna promossa dai Musei di Palazzo Pio in collaborazione con Carpi Fashion System, proporrà fino al 28 agosto immagini degli Anni Quaranta e Cinquanta. Foto d’epoca che mostrano il nascere della grafica pubblicitaria, della fotografia di moda, della promozione di eventi legati al prodotto moda, che voleva dire, prima della maglieria, i cappelli di truciolo.  Le modelle, bellezze locali o dipendenti delle fabbriche prima fotografate in studio o in interni aristocratici, escono dagli atelier per tuffarsi nella quotidianità. Dal punto di vista del linguaggio, la scelta della grafica pubblicitaria mantiene invece un sapore rétro, che proprio negli stessi anni torna in voga nella réclame. Negli Anni Cinquanta nascono poi le prime campagne pubblicitarie e i primi eventi di presentazione del Made in Carpi: niente sfilate a Milano ma fotografie en plein air con gli status symbol (l’onnipresente automobile) oppure la presentazione dei capi alle signore della buona borghesia in una sala improvvisata.
Curata da Manuela Rossi, Fabio Capiluppi e Tania Previdi, Réclame-dal cappello alla moda, gli albori della pubblicità a Carpi sarà visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 13, giovedì, sabato, domenica e festivi anche dalle 15 alle 19. Sempre sabato 19 marzo sarà poi inaugurato il nuovo allestimento dello Spazio Blumarine all’interno dei Musei della Città. Un allestimento rinnovato, che prende il nome di Savoir faire, visibile fino al 28 agosto prossimo e che verrà illustrata dalla stilista Anna Molinari nel corso di un incontro con la giornalista Federica Galli alle 18. Lo spazio Savoir faire nasce da un lavoro fotografico di Gianluca Pergreffi in cui non sono protagonisti i capi realizzati e finiti della griffe carpigiana e le modelle che li indossano, bensì la creatività, i tessuti, i filati e, soprattutto, le mani di chi li costruisce. Sono dunque le immagini, le materie prime e gli strumenti da lavoro, compresi alcuni bozzetti originali di capi Blumarine, i protagonisti del nuovo spazio espositivo.

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