A scuola di cinema

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Da Via col vento (Victor Fleming, 1939) a I 10 comandamenti (Cecil B. DeMille 1956), a Il Dr. Zivago (David Lean, 1965). Capolavori del cinema che attraversano il tempo, “imperdibili e adatti a un pubblico di qualsiasi età”. A parlare è l’imprenditore tessile roveretano Vincenzo Nappa, la cui passione per il cinema, lo ha portato a creare una invidiabile collezione di film. “Il mio amore  – racconta – iniziò nel cinema di Rovereto, quando, da bambino, andavo ad aiutare l’operatore a sistemare le pellicole. Un sentimento che poi non se n’è mai andato”. Vincenzo, conta nella sua collezione circa 2mila pizze e oltre duemila Dvd: “oggi ho quasi tutti i film che mi interessano. L’America degli anni che vanno dal Quaranta al Settanta è la protagonista delle mie pellicole. Tutte storie indimenticabili interpretate dai miei attori preferiti: John Wayne, Burt Lancaster, Gregory Peck, William Holden, Rober Taylor, Ava Garner, Susan Hayword, Marilyn Monroe, Ivonne de Carlo, Audrey Hepburn e Grace Kelly non possono mancare per dare quell’aria magica a questi film”. Nappa sfata poi il mito dell’infiammabilità delle pellicole: “di infiammabili ne sono state prodotte pochissime tra il 1935 e il 1940 poi si è passati a materiali ignifughi”. La sua passione per il cinema italiano arriva più tardi: “dai capisaldi come Roma città aperta (Roberto Rossellini, 1945) e Ladri di biciclette (Vittorio De Sica,1948) a tutto ciò che è stato creato dal genio di Federico Fellini”.
Sul cinema di oggi, Vincenzo Nappa non fa sconti: “basti guardare l’effetto Checco Zalone. Esistono ancora dei registi che si cimentano in film impegnati ma non incassano al botteghino. I premi purtroppo non bastano, perché ora ciò che conta sono solamente le vendite”. Ci ha da poco lasciato Ettore Scola, “era un regista che faceva riferimento a Fellini, capace di creare capolavori come C’eravamo tanto amati del 1974 con Vittorio Gassman  e Una giornata particolare del 1977 con Marcello Mastroianni e Sophia Loren.  E’ davvero una grandissima perdita”.
Gloria Castellini

 

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