Gianni Rivera si racconta

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Il debutto in Serie A a 15 anni; dall’Alessandria al Milan, dai Mondiali alle Olimpiadi, al Pallone d’Oro; dalla famiglia all’esperienza in politica come Sottosegretario alla Difesa: è la vita di Gianni Rivera, raccontata in 530 pagine attraverso articoli, foto e ricordi. L’ex calciatore, vero e proprio monumento calcistico non solo italiano, nei giorni scorsi è stato ospite degli studi di Radio Bruno per presentare il suo libro Gianni Rivera, ieri e oggi. Autobiografia di un campione. Il volume è diviso in due sezioni, ciascuna con tre capitoli: Ieri con il Ragazzino, il Calciatore e il Campione; Oggi con il Deputato, l’Uomo di Governo e l’Uomo di Sport. Nel fronte e nel retro della copertina del libro, le immagini di quando Rivera iniziò la sua carriera da calciatore nell’Alessandria.
Come nasce il libro?
“Quasi per caso; nel fare un trasloco mia moglie e io abbiamo trovato in un sottoscala decine di scatole catalogate anno per anno all’interno delle quali mio padre aveva tenuto tutto quello che mi riguardava: foto, maglie, articoli e allora abbiamo deciso che tutto quel materiale non poteva andare perso ed è nato questo libro; il mio primo e ultimo”.
Cosa ne pensa del calcio attuale?
“Ogni calcio ha la sua epoca, credo sia impossibile fare confronti. Io preferisco quello dei miei tempi, ma solo perché giocavo io. Ora che non gioco più, non mi piace più. Ma questo è un altro discorso… Adesso – prosegue l’ex Golden Boy – è un calcio diverso, un po’ troppo atletico rispetto alla necessità che questo sport sia divertente sul piano tecnico”.
Lei è il presidente del Settore Tecnico della Nazionale, come vede il futuro del nostro calcio?
“Da Alessandria arriva un bel segnale per il calcio italiano. Il fatto che una squadra di Lega Pro sia arrivata sino alla semifinale di Coppa Italia è un bel messaggio: dimostra che dai settori giovanili possono uscire validi giocatori. Il calcio italiano è sempre stato ai massimi livelli, ma da qualche tempo ci sono troppi stranieri. Si dovrebbe e potrebbe cambiare. Sassuolo, Carpi, Chievo vivono anche grazie al settore giovanile. Le grandi squadre dovrebbero imparare da loro, per tornare un giorno a livelli superiori”.
Attualmente c’è un giocatore che le assomiglia? Che ha le sue caratteristiche?
“E’ impossibile fare paragoni tra epoche diverse”.
Un pronostico per lo scudetto?
“Al momento è tra Juventus e Napoli, ma la stagione è lunga e possono succedere tante cose”.
Il libro, monumentale come il suo protagonista, non si trova in libreria, ma lo si può ordinare sul sito www.giannirivera.it.
Pierluigi Senatore

 

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