Quando la tariffa puntuale non è…

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Con l’introduzione della raccolta porta a porta nel centro storico di Carpi si chiude il cerchio: era il 2006 quando fu introdotta nella zona nord la raccolta domiciliare dei rifiuti, adottata progressivamente nell’intera città.  I cassonetti grigi resteranno fino al 10 gennaio ma poi inizierà la progressiva rimozione nel giro di dieci giorni. Nel corso dell’assemblea di martedì 1 dicembre alcuni residenti hanno accolto favorevolmente la notizia (“Non vedo l’ora che tolgano i cassonetti dal parcheggio delle Poste” ha sussurrato una signora) perché terminerà così l’interminabile processione di chi, fino a ieri, dalla periferia ha portato la propria immondizia nei cassonetti grigi sopravvissuti in centro. Resteranno solo le campane del vetro e della plastica delle quali, si spera, i cittadini facciano un uso corretto. Quelli presenti nella sala Congressi di via Peruzzi, dopo l’esauriente introduzione del tecnico Aimag, Aram Jobstraibizer, per l’occasione affiancato dall’assessore comunale Simone Tosi, hanno esternato dubbi e perplessità ponendo, con molto garbo, domande di ogni genere: “io sono single e dal 1975 faccio la differenziata. Cosa vado a pagare?”, “non c’è il rischio di atti di vandalismo col via vai da un bar all’altro?”, “dove vanno messe le lettiere dei gatti?”. Addirittura c’è chi, preso dall’entusiasmo, ha proposto l’introduzione di una sperimentazione per andare a fare la spesa con propri contenitori in modo da evitare gli imballaggi e chi ha rievocato la tradizione del “reso” per i bottiglioni di vetro. Il decoro del centro storico, i possibili atti vandalici, l’ingombro dei bidoni che creano ostacolo a chi procede sul marciapiede: a ogni quesito è stata data una risposta ed è stato ribadito che, oltre ai benefici ambientali, la riduzione dei rifiuti prevista (da 200 chili pro capite a 70 chili entro la fine del 2016) avrà effetti anche sui costi. Oggi la collettività spende 11 milioni per smaltire i propri rifiuti, domani producendo meno rifiuti si dovrà fare carico di minori costi di gestione. Resta un’unica questione aperta: quella del numero minimo di svuotamenti (e non solo per l’incertezza di quelli che spettano alle utenze del centro storico). Con la tariffa puntuale è previsto che si paghi una parte fissa (progressiva in base al numero delle persone che compongono il nucleo famigliare) a cui si devono aggiungere gli svuotamenti (16 euro ogni volta che si espone il bidone del rifiuto indifferenziato). Per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sono stati calcolati e già considerati in tariffa gli svuotamenti minimi relativi a ogni nucleo familiare: per esempio, per una famiglia di quattro persone è stato previsto che siano cinque in un anno gli svuotamenti del bidone da 120 litri. Giustamente la single presente in sala Peruzzi, la stessa che era intervenuta per dire che dal 1975 faceva la raccolta differenziata, ha sottolineato che non arriverà mai a esporre il bidone dell’indifferenziato tante volte quanti sono gli svuotamenti minimi fissati per la sua categoria, per la quantità irrilevante di indifferenziato che produce. Il comportamento particolarmente virtuoso però non eviterà il pagamento del numero minimo di svuotamenti  fissato da Aimag: ecco, la tariffazione in questo caso proprio puntuale non è.
Sara Gelli

 

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