La Casa della Salute verrà realizzata nella stabile della stazione delle autocorriere

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Carpi avrà la sua Casa della Salute. E troverà spazio all’interno dello stabile della stazione delle autocorriere di viale Peruzzi. In quasi duemila metri quadrati, disposti su due piani, è stata finalmente individuata  la collocazione idonea per servizi oggi compressi in spazi assolutamente inadeguati, a partire dal Centro Prelievi che abbandonerà il seminterrato dell’ospedale Ramazzini e dal Consultorio famigliare. Le risorse finanziarie per realizzare la struttura sono state stanziate: l’Azienda sanitaria di Modena investirà 4 milioni di euro per la nuova Casa della Salute di Carpi, i cui lavori dovrebbero iniziare nel  2016 ed essere terminati in un paio d’anni. La struttura – dove  troverà posto anche la Croce Blu – riunirà sotto a un unico tetto numerosi servizi di medicina primaria e territoriale: la continuità assistenziale, gli ambulatori specialistici di base e quelli infermieristici per la cronicità, la diagnostica di base, lo sportello unico,  un’area multifunzionale per l’educazione e la prevenzione sanitaria… Un accentramento che consentirà di ottimizzare le risorse – sempre più risicate – e stringere sinergie, poiché, lo ribadiamo ancora una volta, la medicina territoriale è l’unica speranza di tenuta del servizio sanitario nazionale. Un’assistenza universalistica, basata esclusivamente sul sistema ospedaliero, non è più praticabile né, tantomeno, sostenibile. Scommettere sul territorio è quindi l’unica carta a disposizione per allargare l’accesso dei cittadini alla sanità pubblica. Il trasferimento all’interno della Casa, in ambulatori dedicati, della Cooperativa MediTeM, la quale associa un gruppo di medici di Medicina Generale del Distretto di Carpi, e della Guardia medica, fornirà poi alla cittadinanza un servizio di continuità assistenziale, h24, sette giorni su sette. Un servizio prezioso che dovrebbe snellire le code e il carico di lavoro del Pronto Soccorso dell’Ospedale, intercettando i numerosi codici bianchi che lo intasano quotidianamente, in modo particolare, nelle ore notturne e nei giorni festivi. L’obiettivo dichiarato delle case della salute è chiaro: ampliare la filiera dell’assistenza, rivestendo un ruolo coagulante tra ospedale e domicilio, attraverso il potenziamento della medicina territoriale, avvicinando ai cittadini l’erogazione dei servizi più semplici e a bassa complessità, dando vita a nuove forme assistenziali per i malati cronici e gli anziani (letti di lungoassistenza sul territorio e di lungodegenza-riabilitazione in tutti gli ospedali della provincia) e riorganizzando i nosocomi per garantire migliori livelli di cura e valorizzazione delle risorse umane. Risorse ospedaliere oggi ridotte allo stremo delle forze, a partire da Oss e infermieri, costretti a massacranti turni di lavoro e privati dei dovuti periodi di riposo.
Jessica Bianchi

 

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