Vestirsi: un diritto di tutti

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Infilarsi un maglione o allacciare una camicia. Sono semplici gesti quotidiani che ci accompagnano sin da bambini, ma vestirsi e svestirsi può diventare un problema quando incontra la disabilità o la mancanza di autosufficienza.
Per permettere alle persone con patologie neurodegenerative e con difficoltà motorie di vestirsi con facilità è nata la linea di abbigliamento Vesta, da un’intuizione della carpigiana Loredana Ligabue, direttrice della cooperativa sociale Anziani e non solo, nonché ideatrice dei Caregiver Day regionali.
In cosa consiste la linea Vesta?
“Si tratta di una linea di abbigliamento e di intimo per uomo e donna in grado di rispondere alle difficoltà di vestizione e svestizione di persone allettate o affette da patologie come ictus, Morbo di Parkinson, demenze senili e Morbo di Alzheimer, ma risponde anche ai bisogni di persone con perdita temporanea di autonomia in seguito ad esempio a una caduta o a un intervento chirurgico e, in generale, di chiunque cerchi il massimo comfort e la facilità all’indosso.
A tale scopo, sono stati progettati maglioni aperti sui lati, reggiseni che si agganciano davanti, camicie da notte con apertura a portafoglio e magliette con cerniere laterali, che si avvalgono di rapidi e discreti accorgimenti di allacciatura come ganci, velcro, cerniere lampo invisibili in punti strategici e sono realizzati in tessuti traspiranti, elastici e indeformabili”.
Come nasce l’idea del progetto?
“Dall’osservazione delle problematiche di vestizione delle persone anziane e con problemi di mobilità all’interno delle case protette e delle strutture socio-assistenziali e grazie all’esperienza maturata per 18 anni nel settore del tessile-abbigliamento con il precedente incarico come direttore del Citer (Centro Informazione Tessile dell’Emilia Romagna). Ho colto il grande divario tra le esigenze di una vestizione agevole e i capi presenti in commercio, spesso non consoni, e ho pensato che fosse il caso di intervenire con una ricerca specifica in questo campo. Nel 2012 abbiamo organizzato un primo workshop di presentazione del progetto a imprese e associazioni e, nel 2013, con l’Università di Innsbruck abbiamo avviato un programma per sviluppare prodotti innovativi al servizio degli anziani. Dal progetto siamo passati subito ai fatti e così si è formato un gruppo di lavoro dal quale è nata la start up Mo.Ve, titolare e distributrice del marchio Vesta, e che coinvolge tre imprenditori: il carpigiano Bruno Pompeo titolare di Tessitura Roberta per la maglieria, Giulio Bezzecchi alla guida di Modance di Castelfranco Emilia per l’abbigliamento, e Anna Muzzioli, attiva nel campo delle sanitarie, nonché presidente della società”.
Quali sono i canali di distribuzione della linea?
“Oltre all’acquisto online sul sito 
www.lineavesta.it da maggio siamo approdati anche alla grande distribuzione attraverso le parafarmacie degli ipermercati Coop Estense, tra cui anche quella del Borgogioioso.  In un settore che non dedica la dovuta attenzione agli anziani e ai malati, nonostante una popolazione sempre più di senior, Carpi, già culla della maglieria e ancora oggi sede di grandi marchi, ha abbracciato un progetto, unico in Italia, per garantire a tutti il diritto di vestirsi in modo dignitoso e gradevole e, al contempo, permettere alle imprese manifatturiere locali di diversificare il proprio mercato”.
Chiara Sorrentino

 

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