Affido: cosa cambia

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I genitori “a tempo” possono tirare un sospiro di sollievo. Se fino ieri, infatti, era loro preclusa la possibilità di adottare i piccoli che avevano visto crescere in affido, oggi potranno godere di una “corsia preferenziale” per poterli adottare. Finalmente il Parlamento italiano ha varato una legge per tutelare il “diritto alla continuità affettiva dei bambini in affido familiare”. Uno scatto di civiltà fondamentale, grazie al quale si potranno evitare lacerazioni e traumi a piccoli con un vissuto decisamente difficile alle spalle. Ma cosa cambia concretamente? Lo abbiamo chiesto all’avvocato civilista Laura Vincenzi. “La novità primaria e importante della nuova legge è il fatto che in caso di adottabilità di un minore già collocato in affidamento famigliare, i Tribunali per i minorenni dovranno preventivamente valutare la disponibilità all’adozione delle famiglie affidatarie. Queste avranno così una corsia diciamo preferenziale per l’adozione del bimbo o del ragazzo che hanno accolto. Ciò va sicuramente a vantaggio dei minori, consentendo loro continuità affettiva e il superamento di una prassi pregressa, in forza della quale venivano interrotti drasticamente e totalmente i rapporti con chi aveva cresciuto i ragazzi fino al giorno prima. I bambini che crescono con dei genitori affidatari potranno ora anche essere adottati da loro. La previsione di un simile percorso preferenziale si attiva se la famiglia affidataria soddisfa i requisiti per l’adozione stabiliti dall’articolo 6 della Legge del 1983 (tra cui la stabilità del rapporto di coppia, l’idoneità all’adozione e la differenza d’età con l’adottato). Altra circostanza per l’applicazione del canale preferenziale è quella in cui l’affidamento si sia di fatto concretizzato in un rapporto prolungato e affettivamente stabile tra la famiglia affidataria e il minore. La norma prevede altresì l’obbligo di convocare l’affidatario in tutti i procedimenti civili che concernono la responsabilità genitoriale, affidamento e adottabilità riguardanti il minore”.
La legge è certamente perfettibile: quali i contro?
“Sono escluse da questo diritto, e ciò può dirsi un limite, le coppie di fatto e i single”.
Una legge imperfetta insomma che, ancora una volta, ha dovuto fare i conti con mediazioni e compromessi. Lo scotto, però, lo pagheranno sempre loro: i bambini. In caso di potenziale adottabilità dei minori infatti, single e conviventi dovranno rinunciare ai piccoli a loro affidati, poiché ritenuti non idonei. La continuità degli affetti e la valorizzazione dei legami che segnano la crescita di un bambino rimangono così in bilico dentro una legge imperfetta, ma che afferma finalmente il diritto di un minore a essere cresciuto e amato da chi, da tempo, ha già stretto con lui un rapporto di fiducia e affetto profondi.
Jessica Bianchi

 

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