Operazione Schena

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Non poteva scegliere anno migliore, il presidente Giuseppe Schena per mettere mano al bilancio procedendo con l’operazione di svalutazione di parte delle immobilizzazioni finanziarie, titoli che, accantonati perché ritenuti strategici e iscritti a valore di acquisto, sono stati riallineati ai valori di mercato. Grazie al buon andamento dei mercati finanziari e nonostante gli inasprimenti fiscali, il 2014 è stato generalmente un anno d’oro per i bilanci delle Fondazioni bancarie che hanno registrato utili in forte crescita. Anche il rendimento del portafoglio (19,5% obbligazioni governative, 23% obbligazioni non governative, 28% azioni, 10% liquidità, e altri investimenti minori) per  Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi è stato pari al 3,2% (nel 2013 2,46%).  Sul bilancio della Fondazione locale pesano però le svalutazioni che portano a una riduzione dell’utile a 3.267.000 euro (5.625.000 nel 2013).  Le svalutazioni (per circa venti milioni di euro) hanno inciso significativamente sull’assetto patrimoniale dell’Ente:  si rileva infatti un calo da 321 a 309 milioni di euro del patrimonio per effetto della citata “Operazione Schena”. Tale sacrificio però ha permesso  di scongelare parte delle immobilizzazioni finanziarie finora contabilizzate al costo d’acquisto e con questo bilancio riportate al valore che oggi hanno sul mercato. Le immobilizzazioni finanziarie, ovvero il patrimonio in titoli dell’Ente, hanno così raggiunto l’importo di 250 milioni di euro (erano 275 milioni nel precedente bilancio 2013) di cui 87 milioni in titoli di capitale (azioni) considerato il loro valore d’acquisto, ma il cui valore di mercato è di 48 milioni di euro. Grazie all’Operazione Schena si è ridotto il ‘buco nascosto’ che era di 66 milioni di euro nel 2013 a 39 milioni.
La pulizia di bilancio da un lato è stata dolorosa per l’impatto negativo sul patrimonio ma dall’altro ha consentito di rendere nuovamente disponibili titoli altrimenti immobilizzati la cui negoziazione consentirà, si spera, di far fruttare al meglio l’ingente patrimonio dell’Ente al fine di poter garantire le erogazioni al territorio
Purtroppo anche le erogazioni risentono della manovra di bilancio: nel 2014 sono stati 4,5 i milioni di euro che la Fondazione ha investito per sostenere il territorio in calo rispetto ai 6,4 milioni del 2013. I fondi a disposizione per l’attività futura di erogazione della Fondazione Crc ammontano a più di 13 milioni di euro e garantiscono grande serenità: di questi, 4,7 milioni sono riservati appunto alla stabilizzazione delle erogazioni mentre 3,7 milioni sono rappresentati da somme accantonate per garantirne la stabilità.
Sara Gelli
 

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