La Casa della Salute sorgerà laddove avrebbe dovuto nascere la residenza psichiatrica

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Per mesi si è dibattuto sulle colonne del nostro settimanale sulla possibilità che la Polisportiva Dorando Pietri, pezzo del patrimonio immobiliare cittadino altrimenti destinato a un inesorabile declino, potesse ospitare la futura Casa della Salute di Carpi.  Dopo ripetuti rimpalli tra Azienda sanitaria e Amministrazione locale, nel novembre scorso, la squadra capitanata da Alberto Bellelli aveva sposato l’idea, proponendola formalmente all’Ausl, la quale si impegnava a effettuare tutte le verifiche del caso per decretare l’idoneità dell’immobile. Anche le risorse finanziarie per realizzare la struttura erano state stanziate: l’Azienda sanitaria, che ha già acceso un mutuo su autorizzazione della Regione Emilia Romagna, era disposta a dedicare circa 5 milioni e mezzo alla nuova Casa della Salute di Carpi, il cui cantiere avrebbe dovuto vedere la luce a partire dal 2015 e terminare in un paio d’anni. Tutto pareva pronto e, invece, il progetto ha subito una battuta d’arresto.
LA POLISPORTIVA NON VA PIU’ BENE
La Polisportiva pare infatti essere stata bocciata: insostenibile la somma necessaria per l’adeguamento (circa 5 milioni e mezzo) e troppi gli spazi non sfruttabili. Sfumata, dopo oltre un anno di dibattito, questa ipotesi ora si riaffaccia con prepotenza l’interrogativo iniziale: dove far sorgere il nuovo polo della salute? Una struttura che, lo ricordiamo, nelle intenzioni dell’Ausl dovrà essere di medie dimensioni, circa 2.500 metri quadri, e capace di ospitare numerosi servizi oggi compressi o inadeguati: dal Consultorio famigliare a un Centro Prelievi ad accesso diretto, dal Centro Diabetologico alla Pediatria di libera scelta, dalla continuità assistenziale agli ambulatori specialistici di base e quelli infermieristici per la cronicità, dalla diagnostica di base al Cup…   Assaliti dal dubbio che la costruzione della Casa carpigiana non sia nelle priorità dell’azienda sanitaria, veniamo immediatamente rassicurati: la struttura si farà ex novo e costerà pure meno!
SORGERA’ EX NOVO IN VIA NUOVA PONENTE
L’Ausl si gioca l’asso di briscola e rilancia: la Casa della Salute sorgerà laddove avrebbe dovuto nascere la nuova Residenza psichiatrica.  Il 9 ottobre il Consiglio Comunale aveva definito la possibilità di insediare in via Nuova Ponente, variando la destinazione d’uso di due aree di proprietà comunale, sia la Residenza psichiatrica che la futura nuova sede della Guardia di Finanza (7.000 i metri quadrati di superficie interessata, 2.500 solo per la Residenza). E ora, la residenza psichiatrica che fine farà? Nulla di più semplice. Perché tenere in città il Servizio di Diagnosi e Cura (reparto ospedaliero del Dipartimento Salute Mentale impegnato nella cura e nell’assistenza di persone con disagio psichico critico e grave, il quale garantisce ricoveri volontari, ricoveri in trattamento sanitario obbligatorio e attività di consulenza urgente)  quando può essere trasferito a Modena e liberare al contempo locali perfettamente convertibili in una residenza psichiatrica con 15 posti letto?  Riassumiamo: per la Casa della Salute le risorse previste inizialmente sono scese da 5 a 3 milioni ma l’Ausl riuscirà a recuperare qualcosa grazie al risparmio legato all’operazione Residenza psichiatrica per la quale erano stati stanziati 2 milioni di euro. Ergo, per dotare la nostra città di un servizio necessario se ne sacrifica un altro.
IL PREZZO
Sappiamo da tempo che un’assistenza universalistica, basata esclusivamente sul sistema ospedaliero, non è praticabile né, tantomeno, sostenibile. Siamo anche consapevoli della crescente necessità di creare percorsi specifici per gli anziani e i malati cronici per poter così tagliare concretamente gli eterni tempi d’attesa della sanità pubblica. La Casa della Salute va in questa direzione. Non è un capriccio, né un accessorio. Potenziare la medicina territoriale, avvicinare ai cittadini l’erogazione dei servizi più semplici e a bassa complessità, dar forma a nuove forme assistenziali, riorganizzare i nosocomi per garantire migliori livelli di cura e valorizzazione delle risorse umane sono gli unici strumenti a nostra disposizione per far sì che il sistema sanitario cittadino tenga. La filiera dell’assistenza esige di essere ampliata anche a Carpi e la Casa della Salute potrebbe rivestire un ruolo coagulante tra ospedale e domicilio. Pur non rinnegandone in alcun modo l’efficacia è indiscusso quanto il prezzo da pagare sia alto.  E’ vero, fortunatamente Carpi vanta il più basso tasso di Trattamenti Sanitari Obbligatori della Regione e, a calare, è anche il numero dei suicidi. Ad aumentare però sono i tentativi suicidari per i quali i medici del Centro di Salute Mentale sono sempre più spesso chiamati a fare consulenze presso il Pronto Soccorso. Tentativi che rappresentano la spia di una allarmante, grave e generalizzata situazione di malessere collettiva. Viviamo tempi complessi. Difficili da elaborare. La crisi economica e il sisma del 2012 incidono notevolmente sulla psiche di tutti noi. Nuove fragilità si affacciano, chiedendo risposte. Ascolto e assistenza.
A fronte di una sanità sempre più a corto di risorse, l’integrazione che da anni contraddistingue Carpi, tra istituzioni sanitarie e territorio, rischia di saltare: “per motivi economici, si tende sempre più a creare delle macro strutture, le quali, a livello gestionale, forse possono produrre dei risparmi ma, in termini operativi, di certo perdono in efficacia”. Queste le profetiche parole pronunciate nell’ottobre dello scorso anno dal dottor Rubes Bonatti, direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale Modena Nord. Buttato giù l’amaro boccone relativo alla perdita del Diagnosi e cura, resta la soddisfazione di aver finalmente portato a casa un risultato importante: Carpi, in tempi relativamente stretti, avrà una residenza da dedicare ai suoi figli più fragili.
Jessica Bianchi

 

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