Perché siano fatte nostre…

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Don Luigi Ciotti, Susanna Camusso, Oliviero Toscani, il filosofi Michela Marzano ed Ermanno Bencivenga, gli scrittori Corrado Augias, Carlo Lucarelli, Fulvio Ervas e Giorgio Fontana, il sociologo e giornalista Enrico Finzi, il disegnatore Akab, gli storici Luciano Casali, Dianella Gagliani, Bruno Maida, Alberto Cavaglion, il presidente dell’ANPI nazionale Carlo Smuraglia:, l’ex deportato Gilberto Salmoni:, il teologo Brunetto Salvarani: sono decine le adesioni illustri a Perché siano fatte nostre, il progetto della Fondazione ex Campo Fossoli che prevedeva l’adozione, da parte degli esponenti del mondo della cultura italiana, delle frasi graffite sui muri del Museo Monumento al Deportato di Carpi.
Il progetto culminerà sabato 25 aprile, alle ore 12.00, presso il Museo Monumento al Deportato: sarà in questa occasione – nell’ambito di DNA memoria, il calendario delle iniziative legate al settantesimo anniversario della Librazione – che i contributi verranno svelati e letti da Vanni Fregni e Tiziano Meschieri, nel corso di una visita speciale – a partecipazione gratuita – al Museo stesso.
Tra la quarantina di risposte arrivate, si è fatto sentire anche il mondo della musica, con Cisco, Beppe Carletti e Paolo Belli. In ambito locale, si segnalano i contributi dell’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti, dello storico membro dell’ANPI Luciano Guerzoni, del presidente dell’Associaizone mutilati e invalidi di guerra di Modena Ezio Bompani, del presidente della Fondazione CR Carpi Giuseppe Schena, di Sua Eccellenza Monsignor Francesco Cavina, del Sindaco Alberto Bellelli e il Prefetto di Modena Michele di Bari, l’On. Edoardo Patriarca.
In ogni caso il progetto non si ferma qui, ma continuerà al contrario ad arricchirsi di contributi anche successivamente al 25 aprile, con modalità che, oltre a coinvolgere il mondo della cultura nazionale, si apriranno alla cittadinanza tutta.
“A riempirci di soddisfazione – commenta il Direttore della Fondazione ex Campo Fossoli Marzia Luppi – è, da un lato, la presa d’atto dell’entusiasmo e della qualità dei contributi di quanti hanno accolto il nostro invito, esteso al fine di attualizzare esperienze e valori legati ad antifascismo e Resistenza alla lente di uno sguardo contemporaneo. L’umana, autentica vicinanza ai valori espressi da quanti si sacrificarono in nome degli ideali democratici conferma, così come emerge dai contributi ricevuti, una larga condivisione dell’auspicio di fare di questi ‘messaggi in bottiglia’ dei veri e propri strumenti di lavoro da utilizzare nel nostro presente; dall’altro, il progetto testimonia come il Museo Monumento, uno dei luoghi più significativi e simbolici non soltanto della deportazione quanto del riscatto seguitone, sia ancora poco conosciuto. Speriamo che questa iniziativa potrà contribuire a sviluppare una maggior attenzione intorno a questo luogo e a ciò che rappresenta, per stimolare riflessioni ed emozioni quanto mai attuali. C’è ancora, in questo senso, tanta strada da fare, ma riportare al centro della scena quello che fu concepito come catalizzatore dei valori unificanti dell’Italia sorta dalle ceneri della guerra è oggi, nell’epoca della grande sfida europea, più che mai necessario”

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