A Parigi per studiare legge

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Aspirante avvocato in Italia e in Francia. E’ la storia della 21enne carpigiana Silvia Madonna che ha deciso di iscriversi a un corso di Laurea che le consentirà di specializzarsi in diritto italo-francese, ed esercitare la professione in entrambi i Paesi.
Silvia perchè hai deciso di intraprendere questa esperienza di studio nella capitale francese?
“L’ho deciso da quando mi sono iscritta all’università e ho scelto il piano di studi in diritto italo-francese per poter conseguire la doppia laurea in Giurisprudenza. Il piano, oltre a includere esami di diritto in lingua francese in aggiunta agli esami classici di legge, prevede anche un periodo di studio presso l’Università Parigi X a Nanterre per un anno e poi per ulteriori sei mesi al quinto anno. Al termine del percorso di laurea si ottiene così la classica Laurea in Giurisprudenza ma anche quella specialistica in Diritto in Francia”.
E’ stato difficile ambientarsi?
“Inizialmente è stata un’impresa! Nonostante Parigi fosse la meta dei miei sogni sin da bambina non ci ero mai stata e, quindi, non avevo idea di cosa mi aspettasse. Inoltre sono arrivata senza avere un’abitazione e per trovarne una accettabile ci ho impiegato un mese, a causa delle complesse pratiche burocratiche, il tutto in una lingua straniera che, per quanto io conosca, non è mai come la propria lingua madre. Ora, dopo aver imparato come funzionano i mezzi pubblici e aver quasi concluso le pratiche amministrative, inizio a godermela un pochino”.
Studi legge in Italia e a Parigi: quali sono le differenze?
“Il piano di studi italiano prevede 3/4 esami a semestre e per prepararli occorre studiare circa mille pagine a esame. Ogni sessione dura due mesi, nel corso dei quali si hanno tre appelli a esame e quindi molte possibilità di ripeterlo in caso di bocciatura. In Francia ci sono più materie a semestre, che però comprendono una mole di studio di un centinaio di pagine ciascuna. Tuttavia, siamo sottoposti a uno stress maggiore in quanto se non si supera un esame si deve ripetere l’anno, in quanto abbiamo un solo tentativo a semestre più un altro di recupero a giugno. Inoltre ci sono due materie per cui si sceglie un’ora e mezza di ulteriore lezione, la cosiddetta lezione di TD, travaux dirigés, nel corso della quale un professore aiuta gli studenti a ripassare le ultime lezioni, assegna i compiti per la settimana e fa fare verifiche. Il voto di queste lezioni incide per il 50% sul voto finale”.
Cosa ti ha colpito maggiormente della tua vita a Parigi?
“Sono immediatamente rimasta meravigliata dall’educazione dei parigini: i “grazie” e gli “scusa” sono quasi sprecati. Una bella esperienza è stato partecipare a una serata gratuita all’interno del bellissimo palazzo della vecchia Bourse di Parigi, un evento che capita soltanto una volta all’anno. Ammirare per la prima volta la Torre Eiffel è stato qualcosa di magico e, ancora oggi, pur vedendola ogni mattina per andare all’università, continuo a emozionarmi”.
Cosa ti dà questa esperienza e dove immagini il tuo futuro?
“Questa esperienza mi sta insegnando tantissimo non solo a livello universitario. Infatti, mi ha aiutata a diventare più responsabile, puntuale e organizzata. Già solo gestire una casa e l’economia domestica per la prima volta da sola è davvero un bel passo avanti. E’ certamente un’esperienza che consiglio a tutti i miei coetanei. Per quanto riguarda il futuro, nonostante Parigi mi piaccia tantissimo, sogno ancora di lavorare in Italia. Speriamo che la situazione generale e, in particolare per noi giovani, migliori e che il nostro Paese ci possa offrire ancora delle belle opportunità”.
Chiara Sorrentino
 

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