Un derby da 10

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Con una prestazione di mirabile personalità tecnica, il Carpi espugna Bari e va in fuga sul tetto della Serie B, col massimo vantaggio in classifica. Il nono gol stagionale di Mbakogu vale il nono risultato utile consecutivo e la nona vittoria complessiva. Ammesso che servisse, la prova del nove è decisamente superata. Dal Modena passa il 10 (ed eventualmente la lode). Altrettanti sono i temi che abbiamo individuato per presentarvi il derby di S.Lucia e delle stelle di Natale.
1) I BOMBER – Naturalmente, è il derby dei bomber. Al centro del palco, Mbakogu contro Granoche. Più che capocannonieri, leader tecnici, emotivi, finanche ideologici per come dettano e determinano il gioco e la chimica delle partite. Due simbiosi: non ci sono altri attaccanti in questo campionato tanto funzionali alla squadra, e la squadra a loro, quanto questi due.
2) GLI ALLENATORI – Fabrizio Castori e Alfredo Walter Amato Lenin Novellino sono i Dorian Grey del nostro calcio: 60 anni e non sentirli per nessuna ragione. Sarà soprattutto il loro derby. Il derby dei più veterani e allo stesso tempo più moderni per quanto sanno essere trasformisti e identitari: nessuna squadra di B somiglia al proprio allenatore quanto le loro. E come loro, nessun altro allenatore di B sa cambiare faccia alla propria squadra senza turbarne l’anima.
3) LA TATTICA – Entrambi sono dei sacchiani non integralisti. Quindi organizzazione, intensità ma anche realismo. E di base un 4-4-2 flessibile, con variazioni. Castori usa un secondo attaccante finto (Concas o Lollo) per staccarlo sul mediano basso avversario; Novellino sceglie un tecnico, un trattatore di palla (Beltrame, Ferrari o Luppi) per creare superiorità vicino all’area di rigore. Diverse le interpretazioni. Il Carpi è fondato su un fulcro muscolare (Porcari) ed è tutto verticale, pochi passaggi, quasi tutti nei corridoi per Mbakogu. Il Modena si appoggia a un regista vero (Schiavone), ed è molto più orizzontale, serve Granoche dalle fasce. Tutti e due optano per il 4-3-3 come sistema di riserva. Sugli esterni alti, Castori può puntare su ottimi velocisti per accompagnare Mbakogu (Di Gaudio, Letizia, più ai margini Embalo). Tuttavia non avrà il suo uomo tattico (Pasciuti, squalificato); Novellino invece sì (Nardini) ma non è detto che lo usi. Più spesso, per agevolare Granoche ha scelto i migliori crossatori (Rubin, Nizzetto, Manfrin, qualche volta Marsura).
4) I NUMERI – Opposti ed estremi: il miglior attacco del Carpi (31) contro la miglior difesa del Modena (12). Tendenze stabili dall’inizio del campionato. Ma in corsa, l’impermeabilità dei biancorossi si è ben ispessita: 5 delle ultime 8 gare le hanno chiuse a porta inviolata. Nondimeno, la produttività gialloblu è in evidente crescita: 14 reti all’attivo nelle ultime 4 gare (Coppa compresa). Tuttavia, mentre quella di Castori è una cooperativa del gol (11 giocatori a segno), quella di Novellino è un’impresa individuale: Granoche pesa per l’80% del fatturato (12 reti su 16, più l’autogol propiziato a Vicenza), cioè più di chiunque in B.
5) I PORTIERI – Due giovani in gran forma, maturi, ormai pronti: Pinsoglio è il più continuo e il meno battuto;  il gancio di sicurezza a cui il Modena si aggrappa nei momenti più difficili. Gabriel invece è il più migliorato in corsa, la scoperta più importante del Carpi. Dal buco di Avellino in poi ha preso solo un gol su azione.
6) LE SINTESI – La qualità del Modena dipende principalmente da Nizzetto; quella del Carpi esclusivamente da Bianco. I derby si vincono spesso con una grande giocata fuori dagli schemi, ma più spesso con un grande cambio di ritmo. In materia, ci sono due professori ordinari: Signori da una parte e Concas dall’altra. Sono le sintesi: i più verticali, i più bravi senza palla. I loro inserimenti orienteranno la partita. 
7) I DUBBI – Novellino ha il solito davanti, ovvero il partner di Granoche. Castori invece ne ha uno grosso dietro, ed è la caviglia in fiamme di Romagnoli. Che per tante ragioni non può mancare: è il ministro della difesa, è il tigre di Cremona, è l’eroe degli ultimi due derby. E soprattutto è l’acquasanta per esorcizzare il Diablo.
8) LE SORPRESE – Occhio ai diversivi dell’ultima mezzora. Due ragazzi rock, affamati e talentuosi, ormai specializzati a subentrare per alzare il volume delle partite appena si appiattiscono. Ovviamente uno è Kevin Lasagna e l’altro Davide Luppi, ovvero la storia più speciale del pomeriggio speciale. Un carpigiano torna a giocare un derby. Ma a fronte invertito: contro la sua città, e in particolare contro la squadra che poteva essere sua.
9) LA CORSA –  È la partita diversa: può cambiare l’inerzia psicologica dell’intera stagione. Vale tre punti, ma anche una parte dei successivi. Sarà insomma una pista di accelerazione. Sarà, quindi, in tutti i sensi, un derby per correre. Lo vincerà chi indovinerà la velocità giusta e avrà più autonomia. Il Modena da quando ha cambiato preparatore ha cambiato passo. E adesso può tornare in corsa. Il Carpi invece ha corso più forte di chiunque, ma non è stanco. Vuol continuare a fuggire.
10) IL PUBBLICO – Infine, il Cabassi sold-out. Da un paio di settimane, in città circola un’energia incredibile. Anche i più freddi, i più snob, i meno attenti alla questione non riescono a far finta di niente e sono costretti a parlarne. Mai erano stati venduti 3.000 biglietti in un giorno solo di prevendita per un evento sportivo. E mai il Carpi aveva affrontato il Modena da primo in classifica (peraltro pure certo di rimanervi, comunque vada). È una di quelle giornate in cui il Tempo (non questo giornale, ma quello con la maiuscola, quello dei grandi avvenimenti) si ferma e si defila perché entra in scena la Storia. Saremo tutti testimoni. E questo, oltre ad essere un onore, è anche una grande responsabilità.
Perciò, come sempre: vinca il migliore. E il migliore sia il pubblico.
Enrico Gualtieri

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