In prima linea contro il diabete

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“Speriamo di poter reggere” dice durante il suo intervento la dottoressa Anna Vittoria Ciardullo, direttrice del Centro Diabetologico del Distretto Sanitario di Carpi commentando le previsioni di un aumento “stratosferico” del diabete a cui si dovrà far fronte con sempre meno risorse. “Nei prossimi vent’anni i malati di diabete raddoppieranno” aggiunge il direttore Ausl Claudio Vagnini e “adesso è la crisi a rappresentare un fattore di rischio”. Per risparmiare sulla spesa, infatti, ci si orienta all’acquisto di prodotti di scarsa qualità che non sempre garantiscono una sana alimentazione, indispensabile per prevenire la malattia.
A Carpi attualmente sono cinquemila le persone diabetiche: i casi più gravi, che rappresentano il 40% del totale, sono gestiti direttamente dal Centro diabetologico, gli altri restano in carico ai medici di famiglia. “La sfida oggi è quella di prevenire gli invalidi del futuro” afferma la dottoressa Ciardullo, perché una delle patologie più gravi connesse al diabete è il piede diabetico : colpisce l’1,5 -2% circa dei malati che, nei casi più gravi, devono essere sottoposti all’amputazione degli arti. “Prevenire l’amputazione maggiore evita a questi pazienti la grandissima sofferenza che devono patire, oltre all’inabilità motoria, all’ impossibilità di guidare e alla necessità di avere un care giver, cioè una persona che si prenda cura di loro, e contiene l’aggravio di spesa per il paziente e per il sistema sanitario nazionale”.  Di piede diabetico si può anche morire nel giro di tre anni se le lesioni non vengono individuate prima che si sviluppino in ulcere: fino ad oggi un solo paziente del Centro diabetologico di Carpi ha dovuto subire l’amputazione maggiore.
Quello che si è fatto finora dimostra che una buona sanità è possibile: “il rapporto di proficua collaborazione tra la sanità pubblica e l’associazionismo è stato determinante quanto alcune scelte logistiche e un’efficiente gestione economica” commenta Vagnini. Nel corso degli anni il Centro Diabetologico ha potuto contare sull’Adica, l’Associazione Diabetici Carpi, che ne ha supportato l’attività: per esempio, i due volontari che dalle 10 alle 12 ogni giorno si occupano della distribuzione delle strisce reattive hanno sostituito le due infermiere che oggi possono dedicarsi ai problemi strettamente clinici dei pazienti. Così come la collaborazione coi medici di famiglia ha permesso al Centro Diabetologico di evitare che il servizio fosse abusato e alla medicina generale di ottenere risultati importanti con l’adesione dei 64 medici del distretto e la realizzazione di cinque punti di riferimento . Anche il dottor Massimo Bevini, medico di medicina generale, concorda sul fatto che si tratti di un esempio positivo di medicina territoriale per pazienti cronici e non è un caso che gli stessi pazienti manifestino soddisfazione commentando complessivamente il servizio a cui è garantita omogeneità e pari qualità grazie a un identico percorso di formazione a cui aderiscono medici, personale paramedico e volontari di Adica.
In occasione della Giornata Mondiale del diabete venerdì 14 ottobre c’erano tutti per la presentazione del progetto Teniamo i piedi per terra, la campagna itinerante che partirà dal distretto di Carpi per approdare successivamente a Campogalliano, Novi e terminare nel febbraio del 2016 a Soliera con l’obiettivo, comunica il presidente di Adica Enrico Franchini, “di informare e prevenire le amputazioni maggiori e le invalidità permanenti attraverso la diffusione di materiale informativo su sani stili di vita e sulla patologia diabetica, la compilazione di un questionario per individuare i soggetti a rischio e l’esecuzione di test diagnostici non invasivi grazie all’uso di due dispositivi medici acquistati con il contributo di 8mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, perché una diagnosi precoce delle patologie degli arti inferiori è possibile”. L’Associazione Diabetici Carpi, costituita nel 2008, conta oltre 500 iscritti. E’ grazie ai volontari di Adica e alla disponibilità dei medici e paramedici del Centro Diabetologico che, in occasione della Giornata Mondiale del diabete, tante persone hanno potuto essere informate, compilare i questionari, effettuare l’esame della glicemia e sottoporsi a una dimostrazione di camminata energica all’ingresso dei Poliambulatori. Tutti in prima linea contro la diffusione del diabete.

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