Quando la psicosi virtuale diventa reale!

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Può succedere che due province, quelle di Modena e Reggio Emilia, si ritrovino terrorizzate da fantomatici clown picchiatori che non trovano alcun riscontro? In tempi di social network fuori controllo può succedere anche questo. Basta un imbecille che pubblichi un fotogramma di un film su Facebook scrivendo che è un clown armato di mazza che insegue i passanti a Sassuolo e, con le condivisioni, il fenomeno diventa virale. Poco importa che nessun testimone diretto si sia mai presentato a denunciare di aver visto qualcuno travestito da clown, poco importa che nessuno sia mai ricorso a cure mediche per l’aggressione di un clown, poco importa che in tutte le scuole dove sono stati segnalati avvistamenti bidelli e insegnanti cadessero dalle nuvole, poco importa che i racconti terrificanti dei ragazzini fossero fantasie, tanto che nessuno ha accettato di ripeterle in presenza di una divisa. Dopo Sassuolo c’era chi raccontava di avvistamenti a Fiorano, poi Scandiano, Arceto, Reggio Emilia, Modena, Carpi, Soliera. Nessuno li aveva visti direttamente, ovvio: “Me l’ha detto mio cugino, mio figlio, il mio vicino, il genitore di un compagno di classe di mio figlio, una signora dal medico: fonte certa, attenzione, inseguono i ragazzini e li terrorizzano”. Di bocca in bocca i clown sono diventati dotati anche di feroci cani neri, con palloncini, mazze, frecce. Sbucavano dai cassonetti o rincorrevano malcapitati nei parchi. La Questura parla di leggenda metropolitana e chi condivide la bufala rischia grosso: può essere denunciato per procurato allarme. Il danno vero, quello reale, infatti, non lo fanno i clown inesistenti, ma i creduloni (in malafede o in buonafede) che abboccano a qualsiasi sciocchezza e sono pronti a diffonderla e amplificarla. I ragazzini terrorizzati sono tanti anche a Carpi: per questo occorrerebbe che i genitori, adulti, dopo essersi adeguatamente informati e documentati (e le fonti a questo punto sono Questura, Carabinieri, Polizia Municipale e Pronto Soccorso) fossero i primi a non credere a tutte le voci messe in giro appositamente da imbecilli per spaventare i più deboli.
Clarissa Martinelli
 

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