Ca.Re: la nuova frontiera del recupero

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E’ rinato dalla sue stesse ceneri. Come l’araba fenice, il centro di selezione e trattamento dei rifiuti Ca.Re, dopo il grave incendio dello scorso anno, è tornato alla vita più tecnologico e competitivo che mai. Inaugurata ufficialmente lo scorso 10 ottobre, Ca.re – costituita da Tredcarpi srl società controllata da Aimag e partecipata da Refri srl del gruppo Unieco, e da Garc spa – avvia a recupero rifiuti da imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata domestica e rifiuti speciali non recuperabili provenienti dal tessuto produttivo locale. “Dopo le sfortune degli ultimi due anni, dal sisma al rogo che ha interessato nell’agosto 2013 lo stabilimento – sottolinea il presidente Paolo Ganassi – ripartiamo ora più entusiasti che mai. Abbiamo apportato notevoli migliorie all’impianto per renderlo ancora più efficiente e tecnologico”.  Il centro di trattamento è situato a Fossoli, in un’area nella quale sono localizzati altri importanti impianti industriali dediti al recupero di materia dai rifiuti, tale da configurarsi come un vero e prioprio distretto del recupero.
“Ca.Re – prosegue Ganassi – rappresenta oggi la nuova frontiera del recupero, offrendo un servizio alla collettività e al sistema produttivo locale”.
In un positivo rapporto tra pubblico e privato, Ca.Re rappresenta “un pezzetto di quella green economy che confidiamo possa aiutarci a risalire la china e a uscire dalla recessione globale. Tra i nostri vanti – ha dichiarato William Maccagnani, direttore generale di Ca.Re – vi sono innanzitutto i nostri 15 dipendenti diretti, i quali, dal dicembre scorso, hanno lavorato in condizioni davvero disagevoli, dando il massimo. E, ancora, l’ottimo rapporto con le istituzioni e gli standard di qualità raggiunti, i quali hanno consentito di certificarci Iso 14000”. Tra gli obiettivi individuati da Maccagnani vi sono “il trattamento di un volume maggiore di rifiuti, l’ottenimento di ulteriori certificazioni di qualità e una significativa remunerazione dei soci. Vorremmo che Ca.Re costituisse un’opportunità per il nostro territorio. Un vero e proprio fiore all’occhiello di questa terra generosa”.
Rafforzate anche le misure di sicurezza, aggiunge Ganassi: “abbiamo implementato dei nuovi sistemi di rilevamento dei fumi e di eventuali  incendi e messo sotto presidio, attraverso telecamere, tutto l’impianto. Ci tengo comunque a sottolineare che, dopo il rogo dello scorso anno, non ci è stata fatta alcuna osservazione da parte degli enti di controllo in merito a eventuali mancanze”. Il nuovo impianto è composto da una sezione di ricevimento nella quale vengono depositati i rifiuti e da una parte di selezione – attraverso sistemi di vagliatura e lettori ottici – per la separazione dei materiali a seconda della tipologia e delle dimensioni.  La parte finale di selezione viene invece svolta manualmente in una cabina da parte degli operatori. Il materiale viene poi pressato, imballato e inviato successivamente alle specifiche filiere del recupero. “Il 55% del materiale che entra nel nostro impianto (carta, cartone, plastica, legname, rifiuti ingombranti  e una piccola quota di metalli) viene recuperato, il resto, per ora, finisce in discarica. Da una seicento siamo passati a guidare una Ferrari: auspichiamo – ha specificato Lauro Grillenzoni, socio fondatore di Garc, nonché direttore tecnico di Ca.Re – di migliorare le nostre performance del 10-12%”.
Jessica Bianchi
 

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