Porta Aperta dà rifugio a una famiglia sfrattata

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Qualcuno non è rimasto a guardare. Non si è limitato a pontificare. Al contrario, in silenzio, ha tolto dalla strada cinque persone rimaste senza un tetto sopra la testa. La scorsa settimana vi avevamo raccontato la storia di B., capofamiglia tunisino, disoccupato da quattro anni e sfrattato insieme alla moglie e ai tre figli minori. Disperato, aveva deciso di accamparsi in un parco. Immediatamente allertata, Porta Aperta ha offerto al nucleo famigliare una soluzione al problema poiché la priorità non era capire chi avesse sbagliato o dove fossero le responsabilità, bensì togliere dalla strada tre minorenni. Raggiunti al telefono, gli operatori del centro di ascolto ci hanno spiegato che, “dopo aver pagato tre giorni di permanenza in un bed & breakfast cittadino alla famiglia, a partire dal 1° luglio, gli metteremo a disposizione un appartamento di nostra proprietà che si sta liberando in queste ore”. Porta Aperta stilerà col nucleo famigliare  un contratto di comodato d’uso gratuito per un anno: “un’opportunità importante per dare ai genitori la possibilità di tirare un sospiro di sollievo, mettere da parte qualche soldo e riuscire così, al termine del contratto, a rimettersi in pista con le proprie forze, cercando autonomamente un appartamento in affitto”. Un nuovo inizio per B. e sua moglie i quali dovranno a loro volta dimostrare di volercela fare. Questa volta da soli.
Jessica Bianchi
 

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