Aston Seals conquista la Russia

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A San Pietroburgo sta per iniziare la costruzione di quella che è oggi considerata la più grande infrastruttura urbanistica al mondo, in grado di cambiare le modalità di comunicazione e di trasporto, e Carpi c’è. Aston Seals, l’azienda che ha sede lungo la s.s. Romana Nord 41, si è aggiudicata l’appalto per la fornitura di guarnizioni oleodinamiche che verranno utilizzate dal Gruppo Astaldi, concessionario dell’opera in joint venture con la società di costruzione turca IC Ictas. Con grande orgoglio Enrico Lugli e Stefano Serri parlano di questo traguardo che consente all’azienda un’importante affermazione a livello internazionale: si tratta di un progetto di scala mondiale e una parte significativa dell’intera opera infrastrutturale è il ponte che collega i due lati del fiume Neva. “Un processo molto delicato – ci spiega l’ingegner Stefano Serri – è ovviamente l’operazione di montaggio e questa viene eseguita con l’ausilio di cilindri idraulici che fungono da guida al posizionamento in sede dei vari pezzi della struttura. Siamo stati contattati per studiare soluzioni in grado di sopportare un’escursione termica fino a -40° e una pressione fino a 1.050 Bar”.  Per questa fornitura Aston Seals ha progettato un nuovo sistema di guarnizioni grazie al quale un cilindro resiste a una pressione pari a quella esercitata dal peso di cinque boeing 747 e la scelta del contractor è ricaduta sull’azienda carpigiana che, oltre a occuparsi della progettazione, è incaricata della realizzazione e fornitura delle relative guarnizioni. Per comprenderne le dimensioni, occorre inquadrare questo successo in uno scenario internazionale in cui, a questo livello, operano non più di dieci realtà imprenditoriali e, per la maggior parte, si tratta di multinazionali con una solida storia alle spalle. “Distinguersi per know how, innovazione e affidabilità è una grande soddisfazione per la nostra azienda” commentano Lugli e Serri. La propensione all’internazionalizzazione è sempre stata, fin dal 2004, uno dei punti di forza di Aston Seals, capace di affermarsi nel mondo mantenendo la produzione interamente a Carpi. “Dal 2009 è attiva la filiale anche in Cina ma – spiegano l’ingegner  Serri e Lugli – esclusivamente per la commercializzazione: noi vendiamo la plastica ai cinesi”.  Nata nel 2000, Aston Seals raccoglie l’eredità della Sealing Parts, ceduta dai soci carpigiani a una multinazionale che ne aveva poi previsto la chiusura con il conseguente licenziamento dei quaranta dipendenti. “Eravamo dirigenti e, insieme a Luigi Mazzali, che all’inizio seguiva la produzione, abbiamo deciso di fare il grande passo”. Partendo da un punto fermo che è la consapevolezza del valore delle risorse umane: in azienda fin dagli esordi lavora un team di persone estremamente competenti che mirano all’eccellenza e di cui il prodotto finale è l’espressione.  Da allora, Aston Seals non ha più smesso di crescere ed è riuscita a chiudere in positivo il bilancio anche nell’anno del terremoto (+10%): “i nostri clienti nel mondo – raccontano Serri e Lugli – non se ne sono nemmeno accorti: abbiamo perso quattro giorni di lavoro ma abbiamo subito ripreso sotto le tende garantendo anche uno sconto sulle forniture ai comuni del cratere”. I dipendenti sono 70 e 35 milioni i pezzi venduti ogni anno a clienti, soprattutto all’estero, “perché in Italia non ci sono più spazi per crescere ulteriormente”. Grazie a notevoli investimenti in termini di comunicazione, di presenza nelle fiere e di branding, oggi Aston Seals è presente in  65 paesi nel mondo, su 5 continenti, con un 40% di fatturato sviluppato all’estero e in continua ascesa. La chiave del successo? La capacità produttiva, sviluppata e organizzata per soddisfare anche le minime richieste in termini di qualità, quantità e specificità di prodotto in pronta consegna da magazzino con una capacità di reagire in tempi velocissimi. Un servizio a 360 gradi che comprende anche il supporto tecnico per rispondere a eventuali richieste.
Sorridono quando pensano al passato e a quel coraggio che è stato ripagato. Per nulla intimoriti da questo mondo che cambia, Lugli e Serri cercano di leggervi, con ottimismo, quali opportunità riserverà loro.
Sara Gelli
 

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