Il Comitato di Cortile lancia una proposta ai Sinti

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Nei sei mesi intercorsi tra l’ordinanza e lo sgombero del Campo Nomadi di via Nuova Ponente, commenta il portavoce del Comitato di Cortile, Vanel Salati, la frazione non è rimasta a guardare, al contrario: “abbiamo provocatoriamente chiesto all’Amministrazione di mettere un custode nei locali dell’ex scuola di Cortile per garantire il corretto uso degli spazi comuni – bagni e cucina – da parte dei sinti che vi verranno ospitati. Una richiesta ufficialmente protocollata che ha indotto l’Ente Pubblico a cambiare rotta: nell’area cortiliva sono stati approntati dei moduli che ospiteranno i servizi. Ergo, dentro alla scuola i nomadi non metteranno piede. Pur avendo speso dell’altro denaro pubblico per i moduli, almeno la scuola è salva”, prosegue Salati. Il Comune di Carpi, dal canto suo, continua a ribadire il carattere temporaneo delle soluzioni previste, concedendo alle famiglie sinti il tempo di intraprendere percorsi di autonomia: “pur nutrendo numerosi dubbi relativamente ai tempi paventati in tal senso dai nostri amministratori (10 mesi), su via Fuochi la faccenda si complica ulteriormente. La famiglia Bernardoni infatti, proprietaria del terreno e, ad oggi, apparentemente non più intenzionata a stabilirvisi, ha ribadito di non avere più soldi per far fronte al pagamento delle utenze, avendo investito tutto il proprio denaro nell’acquisto della terra”. E allora che fare? Il Comitato ha lanciato una proposta “ragionevole – prosegue Salati – che potrebbe mettere tutti d’accordo. Il Comune potrebbe dare in concessione ai Sinti i terreni di risulta adiacenti alla zona industriale di Carpi. Piccoli appezzamenti inutilizzati, non confinanti con le attività produttive, da mettere a disposizione a costo zero per i nomadi che potrebbero così evitare di essere ulteriormente ghettizzati e isolati a Cortile e, allo stesso tempo, restare a due passi da Carpi e dai suoi servizi. I Bernardoni, a loro volta, potrebbero vendere il terreno di via Fuochi e avere così i soldi necessari per eseguire i vari allacciamenti e far fronte alle utenze. In questo modo la voce Sinti non dovrebbe più gravare sul bilancio comunale e le varie famiglie non più costrette a convivere nella stessa area, avrebbero zone decorose e dignitose nelle quali porre le proprie mobil home”.  Il Comune di Carpi, nella persona del direttore Giordano Corradini, “pare avere preso in seria considerazione la nostra proposta”, conclude Vanel Salati. Certo se i sinti si dimostrassero interessati, forse, qualcosa si muoverebbe.
Jessica Bianchi
 

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