Il dottor Contini tra eclettismo e ricerca

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Carpi ospiterà una grande retrospettiva dedicata a Carlo Contini a quattro anni dalla sua scomparsa. Nato nel 1919 neuropsichiatra, scrittore, ricercatore, collezionista, Contini fu anche artista e la personale Carlo Contini tra eclettismo e ricerca darà l’opportunità a molti di scoprire, ad altri di riscoprire, l’opera di un uomo che ha saputo vivere pienamente e coltivare le proprie passioni con intensità rara.
La mostra, promossa dagli eredi di Carlo Contini e curata da Simona Santini, è organizzata da All Around Art srl con il patrocinio del Comune di Carpi e in collaborazione con i Musei di Palazzo dei Pio.
“Si tratta – afferma Simona Santini – della prima grande occasione per leggere l’intera produzione artistica di un personaggio eclettico e multiforme che, nel corso della sua lunga vita, ha incessantemente dipinto, inciso, scolpito, sperimentando ogni tipo di tecnica nel campo delle arti visive e lasciando un corposo nucleo di opere che, in questa occasione, potranno essere finalmente conosciute o riscoperte, apprezzate e interpretate”.
Nonostante la sua attività principale fosse quella di medico, Contini nutrì sin da giovane l’interesse per le arti visive alle quali si dedicò di slancio e con impegno, “in bilico tra tradizione e modernità, a metà strada tra il connaisseur e il moderno ricercatore, uomo di scienza ma anche affascinato dalla spiritualità, Contini incarna perfettamente l’uomo del Novecento, diviso, mutevole, inquieto spettatore di un secolo di grandi cambiamenti che costruiscono ma possono anche distruggere”.
La grande passione di Contini per l’arte è descritta attraverso le opere che egli stesso realizzò e dalle quali non si separò mai, conservandole gelosamente in ogni angolo libero della casa e lì rimaste fino alla sua morte. Durante la sua esistenza Contini  ha ricoperto importanti incarichi in città: segretario della Commissione di Storia Patria e Belle Arti del Comune di Carpi, divenne direttore dei Musei Civici dal 1964 al 1975. Contribuì a valorizzare il patrimonio artistico e culturale della sua città, dalle mostre sulla scagliola o sugli artisti Carlo Grossi e Arcangelo Salvarani, all’ideazione delle Triennali Internazionali  della Xilografia Contemporanea. Attratto dalle scienze etnoantropologiche e, soprattutto, dalle tradizioni popolari radicate nel suo territorio, Contini fu anche l’instancabile ricercatore al quale si devono saggi di storia locale, di cultura contadina e di dialetto nonché la fondazione del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari che ebbe a lungo sede a San Martino Piccolo di Correggio e che confluì poi nelle raccolte del Museo di San Benedetto in Polirone, in provincia di Mantova.
Dagli esordi nei primi Anni Cinquanta agli sviluppi degli Anni Sessanta e Settanta, quando perfeziona la sua abilità di incisore, fino alle sperimentazioni successive, la mostra illustra il percorso artistico di Contini attraverso 80 opere, presentando alcune tra quelle più note, come la serie dei Fiori e dei Metalli, ma soprattutto proponendo molti lavori completamente inediti o semisconosciuti come i bellissimi disegni e le tavole degli Anni ‘50, i collage riflessivi e ironici, le mature xilografie, le sperimentazioni ibride di “arte povera”, le ceramiche e i vetri. L’inaugurazione, in programma sabato 12 aprile alle 18, presso Sala Cervi di Palazzo Pio, sarà preceduta dalla presentazione alle 17,30 presso l’Auditorium Loria in via Rodolfo Pio, 1. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta  fino al 25 maggio (orari: giovedì, sabato, domenica e festivi: 10-13/15-19). 
 

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