Ligabue, un amico di Radio Bruno

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Ligabue di primo impatto mette soggezione. Non è colpa sua, in diretta ha definito questa sensazione “una sfiga”, ma pare glielo dicano tutti e quindi dev’essere proprio vero. A noi, nonostante non fosse la sua prima volta a Radio Bruno, ha fatto questo effetto. La parte migliore è che si è accomodato in diretta con un’espressione un po’ tesa e si è alzato un’ora dopo con un grande sorriso. In mezzo, una lunga chiacchierata alternata alle canzoni del nuovo album Mondovisione, nella quale si è parlato di musica, politica, terremoto, moglie e figli con grande naturalezza. I brani sono tutti potenziali singoli: un disco “sentimentale”, lo definisce il Liga, ma non nell’accezione di “romantico”. Coinvolge una vasta gamma di sentimenti. La rabbia (Il sale della terra e Il muro del suono), l’amore (Tu sei lei), la vicinanza, la paura (La terra trema amore mio), la malinconia (Per sempre), la consapevolezza (Siamo chi siamo), la speranza (Sono sempre i sogni a dare forma al mondo). “Sono un po’ timido – spiega – ma nelle canzoni mi metto a nudo, accetto di condividere tutto e forse è anche un po’ liberatorio”. Ligabue è arrivato al successo a trent’anni, prima ha fatto molta gavetta, concertini alle Feste de l’Unità. Oggi riempie il Campovolo con 150mila persone. “E’ tutto diverso da allora – dice – in mezzo ci ho messo vent’anni di esperienza. Quello che non cambia è la sensazione di stare su un palco, guardare in faccia le persone che hai davanti. Ho colleghi che chiudono gli occhi, che guardano un punto fisso davanti a sé. A me piace guardarvi in faccia, leggere dalle bocche le parole delle mie canzoni e, a volte, quando la memoria mi inganna, è proprio guardando le prime file cantare che mi tornano le parole”. Il 7 settembre si è sposato dopo 11 anni di convivenza con Barbara e una figlia di 9 anni, Linda (aveva giù avuto Lenny, 15 anni, dalla prima moglie). A lei è dedicata la canzone che stiamo ascoltando ora su Radio Bruno, Tu sei lei, un testo che ogni donna vorrebbe sentirsi dedicare: “Barbara in realtà non ha commentato questa canzone, non ha saputo cosa dire. Lei è come me. Ad esempio non sappiamo rispondere ai complimenti, non ci sembra mai di ringraziare abbastanza”. Gli scrittori in famiglia diventeranno presto due; anche lei sta scrivendo il suo primo libro ispirato al suo sito “somebliss.com”. “E’ una fisioterapista – spiega Luciano che di lei parla volentieri e con grande stima – da sempre lavora sul corpo e sulle tensioni, è una persona saggia e introspettiva, ha aiutato molto anche me”. Si è parlato poi di politica, della delusione che prova per l’attuale Pd nonostante non abbia mai fatto mistero di votare a Sinistra. Emozionante la canzone dedicata ai terremoti emiliani, La terra trema amore mio; lui  a Reggio Emilia, dove vive (pur mantenendo la residenza nella sua Correggio)  ha sentito le scosse del 20 e del 29. “La forza di queste tragedie – dice – è che rimette in circolo la necessità di avvicinarsi agli altri. L’esigenza, il bisogno di sentirsi uniti, capaci di aiutarsi reciprocamente, l’esigenza di trovarsi accanto ai propri affetti, proteggerli”. A proposito di affetti: prima che iniziasse la diretta, Ligabue armeggiava col telefono. Stava cercando di contattare sua madre, Rina: il giorno prima aveva dimenticato di avvisarla che sarebbe stato a Radio Bruno, l’unica radio che Rina ama ascoltare. Doveva aver lasciato il telefono da qualche parte quella mattina ed era sinceramente dispiaciuto di non trovarla. I figli famosi fanno le stesse cose di quelli non famosi. Nel pomeriggio sono arrivati due messaggi dal suo staff: il primo “Luciano è rimasto colpito;  si è divertito molto”. Il secondo: “Abbiamo qui la madre di Luciano che si è persa l’intervista, come possiamo fare?”.
Clarissa Martinelli
 

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