Un agosto senza uova

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Deliranti. Sorprendenti. Unici. I carpigiani Tange’s Time stupiscono ancora con il loro nuovo album Un agosto senza uova. Un disco dall’anima rock, arricchito da una punta di punk e qualche pennellata di musica d’autore. E tra citazioni, campionature e un esilarante mix di genio e sregolatezza, i Tange’s Time – ovvero Enrico Poli al basso, Enrico Gherli alla chitarra, Diego Dessi, altra chitarra, Mattia Crepaldi alla batteria, Simone Tangerini voce, Luis Calzolari alle marachelle e ai travestimenti, insomma Generale Banana – non smettono di stupire. E non solo dal vivo quando, sul palcoscenico, i ragazzi mettono in scena un vero e proprio show: uno spettacolo sempre nuovo e sempre diverso. Dove si aggirano orsi neri mangiatori di boy scout o maiali col cappello da Chef… Un luogo dove tutto può accadere, persino il funerale di Laura Palmer, quella di Twin Peaks per intenderci… sì, insomma, quella ritrovata morta dentro a una sporta. Ma non lasciatevi ingannare da questi burloni, scanzonati e originali ragazzoni: i Tange’s Time non sono solo sinonimo di leggerezza e goliardia. Improvvisatori nati, dalle mani di questi sei musicisti – che scrivono con la pancia – nascono anche testi importanti, di denuncia sociale. Dopo l’Ep autoprodotto del 2009 dal titolo Termometro per uso felino, il 29 novembre uscirà Un Agosto Senza Uova, disponibile sia in formato fisico che in digital download. Il disco, che vanta le partecipazioni illustri di Enrico Pasini, Gianluca Magnani e Mattia Tarabini, è stato registrato e co-prodotto in collaborazione con Federico Truzzi presso i Lemonhead Studio’s di Soliera e masterizzato da Roberto Priori ai Pristudio’S di Bologna. 13 tracce più consapevoli e mature sia negli arrangiamenti che nella scrittura. Un nuovo punto di partenza per i Tange’s Time senza però rinunciare alla propria firma d’autore, alla propria anima più giocosa e fanciullesca. Ci sono molti temi in questo nuovo lavoro: duri, difficili. Nel brano L’America ti derna, c’è il crollo del mito americano, meta tanto a lungo sognata che ti sbatte in faccia le sue molte ombre, dove “un veterano col vetro negli occhi allunga la mano”, perchè ha fame. O, ancora, la solitudine in cui molti si rinchiudono, al buio, “sotto un vaso”, per non mettersi in discussione, per non dialogare con la realtà circostante, per non alterare il proprio status quo: “sono l’animaletto che sta sotto il vaso e qui rimarrò… mi vien voglia d’uscire ma io sto bene qua sotto”, canta Simone Tangerini ne L’animaletto. Metafora azzeccatissima che, in qualche modo, torna anche nel pezzo Topo: cos’è l’uomo comune di fronte al denaro, alla finanza, agli interessi di pochi se non un essere piccolo e insignificante? “Se non credi ai bond, se non credi nello Stato, se non credi… tutti ti pestano perchè sei un topo… Tutti t’investono e poi frenano dopo”. Perchè il mantra è uno solo: “fare affari, fare affari… a tutto gas”. E quando meno te l’aspetti arriva Kataklisma: una ballata bellissima, colorata di fisarmonica ed echi in stile Modena City Ramblers. E musica e parole si prendono a pugni, perchè alla levità delle note arrivano gli schiaffi del testo, vero e proprio manifesto ambientalista. “Fuman le fabbriche, giù le foreste… ma non dovevate ridurre le emissioni? Non avete voluto rinunciare alle auto, alle motociclette, all’aeroplano, al Suv, alle saponette, ad andar da casa per 100 metri con la macchina: viziati… Arriverà un cataclisma che ci spazzerà tutti via”. Sigaretta elettrica è una chicca da non perdere: dopo una boccata di fumo e un colpo di tosse, un simpatico coretto ricorda a tutto il popolo fumatore che “tossisce tutti i suoi pacchetti” di “usare la zucca” e avverte “sono la sigaretta elettrica che ti fa guarire, sono la sigaretta elettrica che ti fa morire”. Esilarante. Quasi quanto l’ennesimo due di picche ricevuto nel brano Ho conosciuto una teepa dalle bellissime coloriture di basso. Da scoprire e da ascoltare anche La bocca, delizioso spaccato del mondo che ci circonda, fatto di sterili chiacchiere e assenza di significato e Carattere, spiritosa lettura di quanto l’incomprensione dettata dalle reciproche differenze stia mandano tutto a rotoli (“Troppi caratteri ci sono in questo mondo. E allora che succede? Succede un battibecco che, in alcuni casi, sfocia in un conflitto. Ci son pochi buttafuori per troppi caratteri…”). La mia preferita però è Notte a Capri: sputtanevole davvero. Un rap travolgente per parodiare il lusso sfrenato: impossibile restare impassibili di fronte “ai cani con gli strass…”. Signori, che dire ancora? E’ difficile descrivere i Tange’s Time a parole: vanno visti dal vivo. Intanto, in attesa del loro concerto al Kalinka, il 29 novembre, in occasione della presentazione del nuovo album, vi consiglio una spassosa visita al loro sito www.tangestime.com.
Jessica Bianchi

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