Una ciclabile all’anno

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Una pista ciclabile all’anno. E’ questo l’obiettivo che il Comune di Carpi deve porsi per il prossimo ventennio, secondo la Consulta Ambiente e territorio. “I percorsi ciclabili – sottolinea il presidente Mario Poltronieri – sono tasselli fondamentali per determinare la vivibilità di una città. Il Piano per la ciclabilità 2013 adottato dal Comune deve tradursi in interventi concreti. Malgrado il nostro giudizio sia sostanzialmente positivo, tale piano presenta alcune criticità che devono trovare una soluzione”. A partire dalla sottostima dei costi: “i 42 milioni di euro preventivati, in realtà sfioreranno i 60 dal momento che l’Amministrazione non ha tenuto conto di voci alquanto rilevanti, dall’Iva agli oneri di sicurezza, agli espropri. E’ poi necessario che ogni anno nel Piano degli Investimenti vengano previste le risorse necessarie per la realizzazione – o il completamento – di almeno una ciclabile, partendo, se possibile, da quella di viale Manzoni. Se non si monetizza in Bilancio, tutto è destinato a restare sulla carta”. Poltronieri lancia poi una stoccata a quella politica, “che si riempie la bocca di belle parole e poi investe nel trasporto su gomma. Realizzare un chilometro di autostrada costa circa come due treni o come 37 autobus urbani: è evidente che anche nella nostra Regione, le lobbies dell’asfalto abbiano un peso considerevole”. Per aumentare la sostenibilità urbana, la Consulta ribadisce l’importanza di ridurre il numero di veicoli circolanti, favorendo la mobilità alternativa di mezzi pubblici, pedoni e biciclette: “entro il 2020, vorremmo che un terzo dei carpigiani si muovesse a piedi o in sella alla due ruote, un terzo su mezzi pubblici e un terzo in auto”, prosegue Poltronieri. Per centrare tale traguardo, di certo non bisogna puntare alla realizzazione di nuovi parcheggi a ridosso del centro storico: “realizzare un parcheggio nel Piazzale della Meridiana (Poste) significa incentivare il traffico in centro. L’ottica deve essere ribaltata: le aree di pregio, quelle centrali, devono avere piazzole a pagamento con tariffe progressivamente più alte in base al tempo di stazionamento. Più ci si allontana dal cuore cittadino invece, maggiore sarà la libertà di sosta. Vi sono aree (Piscina e Stazione delle Corriere) che possono essere potenziate, introducendo navette, car sharing, stipulando convenzioni con i tassisti… Occorre fare delle scelte coraggiose – conclude il presidente della Consulta – a favore della salute di tutti e non importa se qualcuno – costruttori o commercianti – sarà scontento. In gioco c’è il benessere dell’intera città”. Per giungere alla definizione di uno strumento di pianificazione più rispettoso dei valori ambientali e, allo stesso tempo, più rispondente ai bisogni delle varie fasce di utenza della strada, occorrerebbe rilevare i flussi ciclistici “tenendo conto anche delle diverse fasce d’età e delle diverse esigenze”, aggiunge Angelo Frascarolo, presidente del Comitato Utenti Ferrovia Modena – Carpi – Mantova. Per tentare poi di arginare l’annoso e ormai cronico fenomeno dei furti di biciclette, per cui la nostra città è tristemente nota, “occorre potenziare i sistemi per la sosta della bici – prosegue Frascarolo – adottando sistemi di aggancio più moderni e funzionali e installando delle gabbie deposito presso la stazione ferroviaria, promesse da anni ma mai realizzate”. Un altro punto dolente del Piano è quello di non prevedere alcun tipo di manutenzione dei percorsi ciclabili esistenti: “dovrebbe essere introdotto un capitolo dedicato alla manutenzione per tentare così di limitare cadute e sinistri imputabili allo stato penoso in cui versano certi tratti di percorsi ciclo-pedonali”.
Jessica Bianchi

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