Il commercio equo e solidale riparte da qui

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La Bottega del Sole se ne va da Corso Fanti e riapre i battenti nella nuova sede di via Matteotti 68. Questo angolo dedicato al commercio equo e solidale stringe i denti e non molla, malgrado la crisi imperversante e le tasche sempre più impoverite dei carpigiani. Il fair trade contribuisce a uno sviluppo sostenibile complessivo attraverso l’offerta di migliori condizioni economiche e assicurando i diritti per produttori marginalizzati dal mercato e dei lavoratori, specialmente nel Sud del mondo e da anni sostiene Libera, promuovendo i prodotti delle cooperative che operano, tra tante difficoltà, sulle terre confiscate alla mafia. L’Associazione Bottega del Sole Onlus, nata in città nel 2000 e ora Cooperativa sociale costituita dalle Botteghe di Carpi e Mirandola, spiega Katia Cavazzuti, volontaria e volto storico del negozio, “ha la finalità di promuovere la cultura della solidarietà internazionale, i valori della finanza etica, del consumo critico, della salvaguardia dell’ambiente e della salute, favorendo l’emancipazione e la valorizzazione delle persone e dei popoli più svantaggiati”. Valori che, oggi più che mai, devono diventare patrimonio di tutti, affinché, superata la crisi attuale, si adottino nuovi stili di vita e si rilanci un’economia più umana e meno tarata sull’interesse di pochi. Dietro a un manufatto o a un prodotto si celano mondi, spesso fatti di violenza e disuguaglianza: “raccontare cosa c’è dietro al semplice acquisto di un prodotto alimentare o di artigianato è fondamentale – prosegue Katia – per diventare consumatori critici, attenti e consapevoli. In questo modo, un’azione piccola e quotidiana come il fare la spesa – o un regalo – può diventare un atto prezioso e importante per dire no allo sfruttamento delle persone e della terra e favorire realtà virtuose e sostenibili”. Ciascuno di noi, con un piccolo gesto, può quindi diventare protagonista e promotore di un cambiamento. Un’inversione di rotta non più procrastinabile. Sposare la filosofia dell’equo e solidale – così come quella della filiera corta, laddove è possibile – significa scegliere di rafforzare le piccole realtà produttrici, di sostenere il loro reddito, di far crescere i territori dal basso, favorire la dignità e la giustizia sociale e, allo stesso tempo, di vivere meglio mangiando prodotti di grandissima qualità.
Jessica Bianchi

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