Sprecare meno e vivere meglio

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Le tecniche, le tecnologie e i ‘trucchi’ per imparare a vivere bene, sprecando meno, esistono già, basta applicarli. E una volta deciso di cambiare si scoprirà che sprecare meno aiuta a vivere meglio. E’ questo il concetto fondamentale che Andrea Segrè, professore di Politica Agraria internazionale e comparata, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna, nonché fondatore del Last Minute Market, ha spiegato al pubblico di Piazza Garibaldi, intervistato dal caporedattore di Radio Bruno, Pierluigi Senatore, nell’ambito della rassegna Ne vale la pena, organizzata da Radio Bruno, Rock No War, Cna Carpi, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Casa del Volontariato, con il patrocinio del Comune di Carpi. Segrè ha presentato Vivere a spreco zero, una guida alla vita a basso impatto ambientale: “molti non vogliono comprendere come si possa vivere in maniera sostenibile – ha spiegato – senza rinunciare al proprio stile di vita. Sono gli eccessi quelli da eliminare, ed è sensato farlo perché questo può far vivere meglio e indurci a fare la cosa giusta. Pensate alla società americana, dove il fenomeno dell’obesità è endemico, di certo quel concetto di benessere è sbagliato”. Occorre quindi iniziare a distinguere tra benessere e ben avere, magari considerando altri indicatori che non siano soltanto il Pil, che può crescere anche quando gli ospedali son pieni di pazienti affetti da patologie legate alla società dei consumi. “Vorrei un’economia più colorata e allegra dove la relazione non si basi soltanto sul valore di scambio e d’uso. La società si dovrebbe fondare su un rapporto inverso tra economia ed ecologia”. I dati sullo spreco sono, da questo punto di vista, assai significativi di come l’obiettivo proposto da Segrè sia ben lungi dall’essere anche soltanto sfiorato: 76 chili a testa di cibo sprecato ogni anno, per un valore di 18 miliardi di euro. Dei 550 chili pro capite di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, la maggior parte sarebbe un bene ancora utilizzabile. E lo spreco di cibo ne comporta, a monte, molti altri. “Se si butta via un chilo di pane si sta gettando, in realtà, anche il suolo utilizzato per produrlo, oltre all’acqua e all’energia che sono state impiegate per farlo”. Segrè ha anche sfatato alcuni luoghi comuni: “si pensa che, acquistando meno a causa della minore disponibilità economica, vi sia di conseguenza meno spreco. In realtà gli scaffali dei supermercati son sempre pieni ma, dal momento che i prodotti vi sostano più a lungo, rischiano di arrivare alla data di scadenza senza essere stati acquistati o consumati. Con la crisi economica, quindi, lo spreco tende ad aumentare”. La crisi dovrebbe diventare un’occasione per cambiare: “dobbiamo passare dalla società dello spreco e del consumo a quella che fa del riutilizzo un valore aggiunto. Il cambiamento è già possibile. Basta volerlo”. Il prossimo appuntamento del ciclo Ne vale la pena è martedì 30 luglio, alle 21. Ospite della rassegna, in Piazza Garibaldi, sarà Carlo Lucarelli.
Marcello Marchesini

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