A Parigi per amore…

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Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze dell’Educazione, la 22enne carpigiana Margherita Maiello ha deciso di partire alla volta di Parigi per coniugare l’esigenza di un’esperienza all’estero con il desiderio di stare accanto al proprio fidanzato. “Da diversi anni stavo progettando di trasferirmi all’estero, preferibilmente in Inghilterra o in un paese anglofono, per poter imparare al meglio la lingua ma, dopo il terremoto dello scorso maggio, ho deciso, insieme al mio ragazzo Dario Prandi, che da settembre del 2011 sta facendo il dottorato di ricerca in matematica a Parigi, di conciliare il mio progetto all’estero con lo stare insieme. Pertanto, dopo essermi laureata, ho preso la mia fedele cagnolina Micon e, a gennaio, siamo salite sul treno e approdate qui”.
Con un’innata passione per le scienze sociali e i bambini, Margherita lavora come tata in due famiglie italo-francesi, ma il suo desiderio è quello di trovare lavoro all’interno di una ludoteca o in un centro di animazione per ragazzi. Una scelta coraggiosa quella di Margherita che confessa: “sono partita senza conoscere affatto la lingua francese. Non l’avevo mai studiata. Ho fatto una manciata di lezioni prima della partenza, ma sapevo solo presentarmi. I primi tempi mi sono districata con le lingue che conoscevo, inglese e spagnolo, ma adesso, seppure lentamente, sto imparando anche il francese. In generale ho trovato tanta collaborazione e disponibilità da parte dei parigini che sono cosmopoliti, abituati a rapportarsi con persone provenienti da tanti Paesi diversi”.
Trasferirsi ad appena 22 anni in una città straniera è un cambiamento di non poco conto, come spiega Margherita: “inizialmente non è stato facile, la città è grande e se si lavora in famiglia si possono trovare difficoltà nell’incontrare persone nuove, specialmente se si mantengono degli orari più italiani che francesi. Però, per fortuna, avendo già diversi contatti qui sono riuscita ad ambientarmi abbastanza bene. La mia giornata tipo è simile a quella di Mary Poppins: dalle 9 alle 19 accudisco i bambini di due famiglie, mentre alla sera vado a spasso con la mia cagnolina. La vera rivoluzione nelle mie abitudini è stato il cinema. In Italia non ci andavo quasi più, perché detesto guardare i film doppiati e perché è abbastanza costoso. Invece qui ho ripreso a frequentare assiduamente le sale cinematografiche. I parigini sono folli per il cinema. Ce ne sono tantissimi e si trova sempre la versione originale dei film. Inoltre offrono abbonamenti molto economici”. E per quanto concerne la crisi e la piaga dilagante della disoccupazione giovanile, Parigi sembra essere un’isola felice. “Almeno a Parigi, che è una realtà a sé stante rispetto al resto della Francia, i giovani sono abbastanza valorizzati e si incontrano spesso neo laureati che fanno quello per cui hanno studiato. Ad esempio, la maestra di una delle bimbe che accudisco ha la mia età. La crisi è mondiale e si avverte anche qui, ma i francesi, a differenza degli italiani, fanno figli anche perchè hanno delle convenzioni statali che contribuiscono al mantenimento. In più abituano subito i ragazzi a essere autonomi e li spingono presto ad avere una certa mobilità, sia a livello nazionale che internazionale. In generale, noto nei giovani parigini una buona dose di intraprendenza: un’ottima attitudine per affrontare bene la crisi che stiamo vivendo e, più in generale, la vita. Riguardo al suo futuro, Margherita ha le idee chiare: “da grande voglio continuare a fare il mio lavoro di educatrice. Non mi dispiace lavorare in famiglia, ma spero di riuscire a inserirmi in una ludoteca o in un centro d’animazione. Il mio futuro per ora non è in Italia: a parte le amicizie e la mia famiglia, non sento grandi motivazioni per tornare. Non mi dispiacerebbe rimanere a Parigi: è una bella città, culturalmente attiva e piena di risorse, ma non faccio progetti a lungo termine”.
Chiara Sorrentino

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