“Un bilancio di luci e ombre”

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Il bilancio 2012 di Cmb “presenta luci e ombre. Da una parte – ha dichiarato il presidente Carlo Zini – siamo soddisfatti per il discreto utile e la liquidità che ci consente, seppure a fatica, di tenere duro, ma non nascondiamo la nostra preoccupazione sul fronte delle nuove acquisizioni lavoro. Malgrado tale timore sia in parte mitigato dalla conquista del Macrolotto della Salerno – Reggio Calabria non intravediamo di certo un futuro roseo per il nostro Paese”. Essenziale, secondo Zini, per uscire dal baratro della crisi, il ruolo dello Stato, il quale, “pur non potendo trasformarsi in un moderno Robin Hood deve comunque farsi promotore di crescita e sviluppo, attraverso riforme concrete e non più rinviabili, soprattutto a fronte di un credito sempre più razionato da parte del sistema bancario”. La crisi economica e finanziaria sta infatti producendo effetti negativi in particolar modo sul settore costruzioni. Oltre a volumi di produzione in calo, contrazioni degli investimenti e crollo dell’occupazione, continua ad aggravarsi la situazione finanziaria sia per le difficoltà di accesso al credito che per i mancati pagamenti delle opere eseguite.
In questo quadro, il risultato raggiunto da Cmb nel 2012 si presenta positivo nonostante un leggero calo registrato rispetto alle previsioni: la cooperativa ha chiuso l’esercizio 2012 con i ricavi gestionali a 565 milioni di euro, un utile di 5 milioni (al lordo delle imposte) e un patrimonio di oltre 200 milioni. “Il 2012 è stato sino a questo momento uno dei più difficili che la cooperativa ha affrontato, ma il 2013 si preannuncia di gran lunga peggiore”. Il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha dichiarato che Il Nord è sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta. “In realtà – prosegue Zini – il nostro settore, quello delle costruzioni, è già finito nel burrone”. E nonostante Cmb tenga botta, l’occupazione (il gruppo occupa circa 850 unità) ha profondamente risentito della congiuntura negativa. “In cinque anni, a causa del ridotto giro d’affari, abbiamo perso circa 150 posti di lavoro, in termini di mancato turn over. Nelle sedi di Carpi e Roma, per 170 persone, perlopiù con ruoli impiegatizi, siamo ricorsi ai contratti di solidarietà, con una conseguente riduzione dell’orario di lavoro e un calo del 5% della retribuzione. Sono invece 80 gli operai in cassa integrazione”, ha spiegato il direttore risorse umane e organizzazione di Cmb, Paolo Zaccarelli. Il 2012 si chiude con un valore di acquisizione lavori di circa 400 milioni di euro in Italia e 20 milioni all’estero, non tenendo conto del Macrolotto della Salerno – Reggio Calabria, il cui contratto è stato firmato nei primi mesi del 2013. Il portafoglio ordini complessivo della cooperativa si mantiene intorno a 2.900 milioni compresi i servizi in concessione a valle delle operazioni di project financing. Tra le acquisizioni più significative del 2012 si segnalano i primi appalti legati a lavori post terremoto in Emilia (“sul fronte ricostruzione – ha affermato Zini – il nostro principale committente è la Diocesi di Carpi”), la ristrutturazione di un palazzo storico in via del Tritone a Roma, prossima sede di Rinascente e l’Ospedale San Gerardo di Monza in project finance.
Ma quali scenari futuri si profilano all’orizzonte della cooperativa carpigiana?
“Ci aspettano tempi duri, all’insegna di sacrifici. Sacrifici che comporteranno sicuramente una riduzione nel campo dell’occupazione. Il nostro radicamento al territorio è imprescindibile. A Carpi c’è l’intelligenza, il cervello dell’impresa ma, per gestire in efficienza il progressivo calo del giro d’affari, dovremo fare tesoro della specializzazione dei profili medi e medio alti – ha concluso il presidente – a fronte di un ridimensionamento del numero di operai. Manovalanza che, sempre più spesso, sarà procacciata laddove sorgono i cantieri”.
Jessica Bianchi

Cmb rifarà il look dello stabilimento ex Fontana e Pignatti

Tiziano Sgarbi e Simona Barbieri di Twin Set scelgono la cooperativa Cmb per ristrutturare lo stabilimento ex Fontana e Pignatti, in via delle Ricerca Scientifica, oggi di loro proprietà. “Una scelta che ci fa onore – ha commentato Carlo Zini – poichè oltre a essere un’opportunità per noi, rappresenta un positivo segnale di dinamismo del tessuto economico locale in momento tanto difficile”.
Ricordiamo che Light Force spa – la società che dal 1990 produce il marchio Twin-Set Simona Barbieri, affiancato da Scee by Twin-Set, da Twin-Set Girl, prodotta e distribuita su licenza e da Liviana Conti, di recente acquisizione – è passata alla proprietà del Carlyle Group di Washington, che ha acquisito la maggioranza dai soci fondatori.

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