Il fotografo della luce. Da Carpi agli Usa

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Catturare l’istante, quell’attimo colmo di tutte le sue componenti esperienziali ed emozionali, uniche e irripetibili. La fotografia, per il carpigiano Rocco Bizzarri è allo stesso tempo uno sguardo attento e profondo sul mondo e sui suoi attori, e uno strumento di sublimazione della realtà.
“La passione per l’arte fotografica – racconta Bizzarri – è nata quando ero bambino e osservavo mio padre all’interno della camera oscura, intento a stampare le sue fotografie. In quella stanza, accadeva ai miei occhi l’incantesimo della fotografia, quando, improvvisamente, dai fogli bianchi immersi nei liquidi di sviluppo, apparivano le immagini. Era una magia irresistibile, da cui mi lasciai piacevolmente tentare. E così, a sei anni, cominciai a girare con la mia prima Minolta reflex, sottratta di nascosto a mio padre, per partecipare anch’io a quell’evento magico.
In seguito, crebbi e cominciarono ad affascinarmi l’aspetto artistico e le potenzialità del mezzo. Le lezioni all’Accademia di Belle Arti di Bologna, tenute dai professori Claudio Marra e Roberto Daolio, le letture di Roland Barthes e le opere di artisti come Bruce Davidson, Jeff Wall, Gregory Crewdson, Richard Billingham e il grande Luigi Ghirri, mi entusiasmarono a tal punto da decidere definitivamente di dedicare la mia vita alla fotografia. Iniziai ad allontanarmi dalla fotografia classica e, soprattutto, da quella di moda, ma ci finii dentro qualche anno più tardi, quasi casualmente, dopo aver avuto la fortuna di lavorare per la celebre fotografa statunitense Annie Leibovitz”.
Negli scatti di Rocco Bizzarri, c’è un leitmotiv che avvolge di fascino e mistero i suoi soggetti: la luce.
“Non so se ci sto riuscendo, ma quando si parla di fotografia, l’obiettivo principale è cogliere quel momento perfetto che abbiamo davanti, anche se si dovesse trattare di una scatola di cartone trovata per caso sopra a un mobile in cantina. E, in questo senso, la luce può far tanto, avvolgendo il soggetto del ritratto di fascino e mistero. Anche quando si è in condizioni di lavoro critiche, è fondamentale ricreare una luce perfetta e preferibilmente naturale. L’ispirazione deriva dai grandi direttori di fotografia del cinema, che spesso rimangono nell’ombra degli altisonanti nomi di attori e registi, ma che con la loro abilità regalano alle scene suggestioni che contribuiscono moltissimo al successo della pellicola”.
Nonostante la modestia, Rocco Bizzarri è riuscito a diventare nel giro di pochi anni, un fotografo di grande fama, molto apprezzato e richiesto anche all’estero. Gli ultimi servizi di moda li ha infatti realizzati a New York e Miami. Nella Grande Mela ha realizzato la campagna pubblicitaria del prossimo autunno/inverno del brand Terranova, mentre a Miami ha lavorato insieme alla redazione di A magazine (Anna), fotografando la bellissima modella Bekah Jenkins, e ha inoltre realizzato la campagna internazionale per la Kinder. Con una vita così intensa e ricca di viaggi e incontri, sono tanti gli aneddoti che possono capitare e che fa piacere ascoltare. “Nell’ambito di un progetto speciale – racconta Bizzarri – dovevo fare un ritratto al Premio Nobel per la pace, nonchè presidente di Isreale, Shimon Peres per una produzione israeliana di Tel Aviv.
Tuttavia, la tensione era palpabile. Dovevamo lavorare in un bunker sotto terra nei pressi di Ashkelon, e Shimon Peres non voleva essere fotografato.
Mentre mi preparavo mi accorsi che nella scheda di memoria della macchina erano rimaste le foto che avevo fatto a un casting la settimana prima a Milano, e c’era, guarda caso, anche l’immagine di una famosa modella spagnola che reggeva un foglio con il suo nome: Shimon Perez! Così, per cercare di distendere i nervi, la feci vedere al presidente che si mise a ridere. Gli occhi gli si illuminarono e fu un momento di grande intensità, che non scorderò mai”. Capi di stato, modelle stupende, marchi di notorietà mondiale, ma per Bizzarri, i lavori a cui è più affezionato, sono quelli che hanno per protagonisti i bambini: “la luce che c’è negli occhi dei bimbi è impareggiabile. Mi diverto tantissimo a lavorare con loro, poichè sono la quintessenza della naturalezza e della spontaneità. A volte, sono persino loro a riprendermi e a dirmi di non scherzare troppo, perché bisogna lavorare”.
E alla domanda: “qual è il tuo sogno nel cassetto come fotografo”, Rocco risponde: “poter cogliere i gesti quotidiani, 24 ore su 24, delle grandi rockstar che amo di più”.
Chiara Sorrentino

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