Traslochi: qualcuno ci aiuti!

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Spettabile Redazione, vi scrivo per segnalarvi un problema che, come me, molti altri cittadini rimasti senza casa dopo il sisma di maggio, si trovano ad affrontare, come sempre, in completa solitudine. Sono un pensionato solo che viveva in una palazzina a Fossoli. Con la mia pensione fatico ad arrivare alla fine del mese e ogni spesa imprevista o straordinaria mi mette in grave difficoltà. Per mesi la nostra casa è rimasta abbandonata a se stessa, inagibile. Nessuno ci diceva cosa dovevamo fare, quali interventi attuare poi, finalmente, i condomini proprietari hanno deciso di affidare il progetto di ripristino a uno studio tecnico e ora che i lavori dovrebbero iniziare si presenta l’ennesimo inghippo. Dopo aver pagato i puntellamenti e i carotaggi infatti (spese che pare nessuno ci risarcirà, alla faccia del promesso 100%) ora i tecnici ci dicono che per rafforzare la palazzina occorre smembrare anche parte degli appartamenti che, di conseguenza, dovranno essere preventivamente svuotati. Non so che pesci pigliare. Mi sono trasferito a casa di mia figlia perché non potevo permettermi un affitto a causa dei costi astronomici e ora mi si chiede di traslocare i mobili. Oltre alle spese del trasloco, comunque non irrisorie, il vero problema è un altro: dove li metterò dal momento che mia figlia non ha nemmeno un garage? A Carpi, l’Amministrazione Comunale ha dei magazzini di proprietà da mettere a disposizione degli sfollati che debbono stoccare il proprio mobilio? So che il Comune ha fatto da intermediario per reperite alcuni alloggi ai cittadini costretti a cambiare la propria residenza a causa del terremoto, perché non ha pensato anche all’aspetto dei mobili? Abbiamo sostenuto – e sosterremo – tante spese che nessuno ci risarcirà, vorrei tanto che i nostri amministratori locali che sanno cosa significa subire sulla propria pelle un evento naturale devastante come quello che ci ha colpiti lo scorso anno, fossero maggiormente sensibili alle necessità e alle esigenze della cittadinanza. Gente sempre più provata anche a causa della crisi che non ha i soldi necessari per far fronte a tutti i passaggi legati alla ristrutturazione e al rafforzamento sismico di una casa. La mia casa è il frutto del lavoro di una vita, pensavo che con il pensionamento me la sarei potuta godere e invece… il terremoto ha ribaltato tutte le carte. Se qualcuno ha dei magazzini o dei capannoni ancora in piedi e vuoti, li metta a disposizione dei cittadini che, come me, non sanno dove mettere quel poco che resta delle loro cose. Per tutti noi sarebbe un gesto davvero straordinario.
Lettera firmata

Foto di repertorio

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