Vale la pena vivere di musica? Risponde Paolo Belli

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Vale ancora la pena, in una società come la nostra, di impegnarsi in un progetto, di spendersi per un ideale, di mettersi in gioco per aiutare il prossimo, di lottare per inseguire un sogno? E’ a partire da questi interrogativi che è nata Ne vale la pena, la rassegna di incontri – promossi da Radio Bruno, Comune di Carpi (Assessorato alle Politiche Culturali, Giovanili e Progetto Memoria), Fondazione Casa del Volontariato, Libera di Carpi, Libreria Mondadori di Carpi – e pensati per proporre alla cittadinanza – e soprattutto alle giovani generazioni, protagoniste della società di domani – gli spunti di riflessione di chi, quando nel proprio percorso esistenziale si è trovato davanti ad un bivio, ha scelto la strada più difficile, invece che adagiarsi sulla soluzione più semplice. Quattro appuntamenti, quattro storie esemplari di uomini che, in campi diversi, hanno creduto nel fatto che ‘ne valesse la pena’. Senza cedere a rassegnazione, sconforto, accidia, paura, o semplice indifferenza. Gli incontri (il primo si è svolto il 21 gennaio scorso con Toni Capuozzo) si tengono, a partire dalle 21, presso l’Auditorium della Biblioteca multimediale Loria di Carpi, condotti dal caporedattore di Radio Bruno Pierluigi Senatore.
Venerdì 1° febbraio si entrerà nel mondo della musica. Un concerto, se visto dalla platea o dagli schermi di un televisore, può sembrare un mondo dove fama e denaro consentono una vita tutto sommato piacevole. Ma è sempre così, o dietro alla voce di chi intona melodie davanti a migliaia di persone si nascondono anni di sudore, fatica, scommesse drammatiche e rischiose? Insomma: Vale la pena vivere di musica? A rispondere ad una domanda che sicuramente tanti giovani che sognano di entrare nel rutilante mondo dello spettacolo si pongono risponderà il musicista ‘amico di Carpi’ Paolo Belli, sulla scia della sua autobiografia Sotto questo sole.

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