Biraghi e Scagnetti campioni bis in volo

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Sono i due carpigiani Antonio Biraghi, perito in costruzioni aeronautiche, e Vanni Scagnetti, titolare di una ditta di import e export con la passione per gli aerei, i vincitori del Campionato Italiano di Rally Aereo 2012. I due piloti, entrambi soci dell’Aeroclub Carpi, hanno conquistato l’ambito titolo volando tra le nuvole a bordo del mitico Falco F8L, un capolavoro di aerodinamica creato alla fine degli Anni Cinquanta dal grande maestro Stelio Frati, e che fu battezzato dagli statunitensi la “Ferrari del cielo” per l’eleganza delle linee e le sue straordinarie prestazioni che ne fanno il più famoso aereo sportivo italiano di tutti i tempi. Frati, il creatore di questo gioiello interamente costruito in legno, è stato uno dei più grandi ingegneri e designer di tutti i tempi, insignito inoltre del prestigioso Premio Compasso d’Oro. Una coppia affiatata e vincente quella formata da Antonio e Vanni, uniti dalla grande passione per l’aeronautica e da una bella amicizia che, dagli inizi del 2000, hanno iniziato a partecipare a competizioni aeree ottenendo ottimi risultati. Infatti, dopo la vittoria della Sessantesima edizione del Giro Aereo Internazionale della Sicilia e del Campionato Italiano di velocità nel 2009, lo scorso settembre, i due carpigiani hanno scalato anche la vetta della classifica del Campionato Italiano di rally aereo, qualificandosi al primo posto. “Il rally aereo – ha spiegato Biraghi – consiste in una gara di orientamento e di puntualità in cui occorre raggiungere puntualmente tutti i vertici segnati su una cartina stradale, che sono ignoti fino all’inizio della gara, e riconoscere inoltre le cosiddette “foto in rotta”, anch’esse rese note soltanto poco tempo prima del decollo. La totalizzazione delle penalità, sia sui vertici cronometrati, sia sugli eventuali errori della ricognizione delle foto in rotta, determina la classifica del rally. Io e Vanni, quest’anno, siamo riusciti a ottenere il punteggio più alto in classifica vincendo così il campionato. La premiazione ufficiale avverrà a Roma, all’Aeroclub d’Italia, all’inizio del prossimo anno, ovvero prima dell’avvio della nuova stagione di gare, alla quale noi, in quanto vincitori non potremo partecipare. Invece, siamo stati chiamati a competere nel campionato F.A.I. (Federazione Aeronautica Internazionale) che è lievemente più difficile rispetto all’altro e a cui purtroppo ultimamente aderiscono pochissimi italiani. E’ proprio per incentivare la partecipazione di equipaggi italiani all’importante campionato internazionale, che il regolamento prevede questo passaggio”. Non è un iter semplice quello necessario per iniziare a gareggiare. Dopo le circa 40 ore indispensabili per l’acquisizione del brevetto, occorre poi superare un corso di almeno 500 ore prima di poter iscriversi alle competizioni aeree. “Quest’anno in particolare – ha proseguito Biraghi, che ha un passato da motorista all’Alfa Romeo, nonché di ufficiale tecnico all’aeronautica militare di Rimini e da progettista di impianti oleodinamici presso un’importante multinazionale tedesca – abbiamo volato sopra Palermo, Latina, Rieti e Udine, solo per citare alcune città, e per me è il coronamento di un sogno sorvolare questi luoghi. Tutti coltiviamo un sogno da piccoli e io posso dire di averlo realizzato librandomi in volo a bordo di questo insuperabile aeroplano che è ancora in grado di regalare grandi emozioni. E’ uno dei rari esemplari originali rimasti a sfrecciare in cielo ancora oggi. All’Aeroclub di Carpi ve ne è solo un altro, ma sono comunque pochissimi in tutto il mondo. Quando si vola si prova un’emozione indescrivibile, poiché cambia completamente l’angolazione da cui si vede il mondo, tutto diventa più leggero e, al tempo stesso, più poetico. Tutti nella nostra vita ci siamo fermati, almeno per un istante, a osservare incantati le nuvole e a immaginarsi di trovarcisi in mezzo. Io l’ho fatto ed è una delle sensazioni più belle che si possano provare”.
Chiara Sorrentino

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