Dalle aule dell’università ai microfoni della web radio

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Come si fa ad avere un milione e mezzo di persone che ascoltano la tua Radio contemporaneamente? Chiedetelo a Francesco Benati, il 22enne carpigiano che lo scorso martedì ha collaborato, insieme ai suoi giovani colleghi, alla storica diretta del College Radio Day, una maratona radiofonica mondiale che ha visto alternarsi tutte le stazioni radio degli atenei del globo, partendo dagli Usa verso le due del mattino – ora italiana – per concludersi alla stessa ora del giorno successivo. Per il nostro Paese, la 24 ore no stop è iniziata con UniSound, radio di Salerno che ha iniziato le trasmissioni alle 16. “Alle 17.30 abbiamo continuato noi – racconta Francesco – per poi passare il testimone a Goteborg. La prima edizione si è svolta l’anno scorso e ha riguardato solo gli States, stavolta invece ha coinvolto tutti e cinque i continenti! Si è parlato della storia delle radio locali, si sono presentate le varie web radio universitarie ed è stato molto interessante, anche se impegnativo. Avendo ascoltatori più o meno da tutto il mondo, abbiamo alternato italiano e inglese; ma nonostante ciò, non abbiamo rinunciato a dar sfogo alle nostre particolarità. Abbiamo ricevuto complimenti persino dalla Colombia, quindi direi che abbiamo svolto egregiamente il nostro lavoro”. Ma come è arrivato, Francesco, ai microfoni della web radio dell’Università di Modena e Reggio Emilia? “Sono arrivato a Radio Rumore – questo il nome della stazione – facendovi il tirocinio universitario nell’aprile 2012, quindi collaboro da pochi mesi. L’obiettivo era quello di entrare a far parte del gruppo redazionale, essendo molto interessato al giornalismo. Purtroppo però il GR ha avuto dei problemi ed è slittato a quest’anno, ma partirà a breve. Confesso che inizialmente ero un po’ scettico riguardo a questo tipo di ambiente, non essendo mai stato un radioascoltatore assiduo, ma poi ho scoperto di trovarmi veramente bene e, terminato il tirocinio, ho deciso di continuare la collaborazione”. Francesco studia Scienze della Comunicazione e all’agognata laurea manca poco. “La Radio si sta rivelando un ottimo strumento per mettere in pratica ciò che ho appreso in tre anni di studio. Inoltre, essendo Rumore molto giovane – è nata nel 2009 – se ne percepisce il gusto di sperimentare cose nuove, con un palinsesto in continua evoluzione”. Il numero dei ragazzi che manda on-line le trasmissioni varia continuamente, per l’ovvio ricambio. Chiunque può collaborare e a Francesco è anche capitato di operare al fianco di studenti dell’Ateneo di Bologna, così come di privati cittadini. Ma cosa si fa in radio? “Salvo qualche richiesta esplicita, tutti fanno tutto, nel senso che non c’è una rigida divisione dei ruoli. Io ho cominciato scrivendo articoli per il sito Internet, per poi passare alla regia di un programma musicale, all’editing di interviste… Presto mi dedicherò alla presenza in cabina”. Tra i compiti di Francesco anche quello di operare sul campo, raccogliendo interviste. Durante i vari appuntamenti della Festa del Racconto era infatti possibile vederlo mentre, microfono alla mano, poneva domande ad autori quali Barbara Alberti, Wu Ming , Isabella Santacroce. In questo compito, ad aiutarlo, anche la collega Sara Setti, giovane compagna di studi di Francesco. Dopo questo vero e proprio bagno di folla, cosa ti attende? “Per quel che riguarda Radio Rumore, di progetti ce ne sono parecchi: a partire dal 9 ottobre sarò nel gruppo di More Europe, una trasmissione sull’Unione Europea. Si parla dei gravissimi problemi che la UE sta attraversando ma anche delle opportunità che ci sono per i giovani, i progetti di scambio culturale e di integrazione. Nello specifico mi occuperò della regia, come ho fatto nella puntata conclusiva della scorsa stagione e di ‘speakerare’ fuori dalla cabina. Inoltre non nego la piccola ambizione di realizzare un programma personale. Di questo, però, si riparlerà solo dopo la Laurea”. Tanti sono gli ‘amori’ dell’aspirante giornalista: “ho una grande passione per la musica. Sono molto sbilanciato verso l’Heavy Metal, anche se ascolto musica di tutti i tipi, tranne l’elettronica, che proprio non mi va giù. Questo perché per me la vera musica proviene da uno strumento che è possibile battere, scuotere, pizzicare, non da un computer. Inoltre amo leggere di tutto, da Umberto Eco a Wilbur Smith, da Orwell ai Wu Ming. Non parliamo poi dei fumetti. Ormai la situazione è drammatica: in casa o ci sto io o loro. Adoro anche il cinema: è facilissimo beccarmi, nel fine settimana, in Videoteca: se esistesse un premio fedeltà, lo vincerei. Anche lì i miei gusti sono piuttosto eclettici, anche se devo ammettere che ultimamente sto scoprendo un notevole interesse per i documentari di denuncia. Quelli di Michael Moore in primis, ma anche altri. Infine, mi interesso di politica. Di questo, però, preferisco non parlare. Non sarei né educato né generoso con i giudizi”.
Marcello Marchesini

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