Un terremoto di emozioni

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Dopo un evento catastrofico come il recente sciame sismico che ci ha colpiti, non sono solo le case a dover essere ricostruite ma anche le persone, con il loro stato d’animo che è stato violentemente scosso e le loro sicurezze che sono state improvvisamente messe a dura prova. Dopo aver provveduto alle operazioni di emergenza, arriva il momento di pensare anche alle “crepe” interiori che il sisma ha lasciato in tutti noi, adulti e bambini e che, solo perchè non si vedono esternamente, non devono essere sottovalutate. E a guidarci e chiarirci le idee in questo processo di metabolizzazione dell’evento traumatico ci hanno aiutato lo scorso 23 luglio due pedagogisti del Centro per le Famiglie dell’Unione delle Terre d’Argine: Alessandra Giovanelli e Massimo Maini all’interno dell’Auditorium Loria. I due esperti hanno spiegato al folto ed eterogeneo pubblico presente in sala che “tra i vari bisogni essenziali dell’essere umano vi è anche quello della sicurezza e, quando tale esigenza primordiale viene incrinata, la nostra mente reagisce con dei precisi meccanismi di difesa. Il 20 e il 29 maggio tutti noi abbiamo subito uno shock emozionale intenso, in seguito al quale, in maniera istintiva e in parte inconsapevole, abbiamo cercato di mantenere un certo livello di adattamento e tolleranza. Ciascuno ha fronteggiato la situazione cercando di gestirla attraverso una serie di strategie”. Il contributo di Giovanelli e Maini è proprio rivolto all’individuazione degli strumenti più idonei per gestire le conseguenze del trauma e per aiutare anche i propri figli a superarle e a non lasciarsi sopraffare dalla paura. È infatti fondamentale che i bambini e i ragazzi superino l’evento, considerato anche l’avvicinarsi della riapertura delle attività scolastiche che li riporterà nel luogo in cui hanno vissuto il sisma. “Un evento catastrofico come il terremoto- hanno proseguito i pedagogisti- non solo minaccia la propria vita e quella dei propri cari, ma mette a dura prova anche il proprio sistema nervoso in quando la sua assoluta imprevedibilità e incontrollabilità ci fa sentire impotenti e ancora più vulnerabili. In tali circostanze reagiamo adottando alcune strategie del tutto naturali. Tuttavia tra queste, alcune si rivelano a lungo termine più efficaci rispetto ad altre. Innanzitutto è indispensabile aprirsi con i propri bambini a un dialogo sincero e fondato sulla fiducia. Infatti, evitando di affrontare l’argomento, non si fa altro che aumentare l’ansia e l’incertezza del bambino, che inoltre rischia di perdere fiducia nel genitore reticente. Si deve parlare al bambino chiaramente senza tuttavia scendere nei dettagli tecnici e scientifici dell’evento, e ascoltarlo, accogliendo le sue paure senza sminuire ma cercando di mostrargli chiaramente una strada per vincerle. Infine, è importante che i genitori non perdano il controllo della situazione andando nel panico e trasmettendo indirettamente la condizione d’ansia ai propri figli. È chiaro che a posteriori sembra tutto più facile, ma i consigli non possono che essere questi.” Indubbiamente questo sciame sismico ha radicalmente cambiato la rappresentazione mentale che ci eravamo fatti del nostro territorio e che era distante anni luce dalla parola terremoto. Tuttavia, la storia ci insegna che le catastrofi naturali ci sono sempre state e sempre ci saranno in tutto il mondo. “Le emozioni di fronte a un evento traumatico- ha dichiarato in conclusione Maini- sono sempre le stesse, ma può cambiare il modo di fronteggiarle. A tal riguardo mi vengono in mente le scene viste tante volte in televisione degli impiegati giapponesi che rimangono seduti e apparentemente impassibili alla loro scrivania mentre una scossa fa barcollare tutto intorno a loro. Anche loro sicuramente provano un po’ di timore, ma hanno dalla loro parte la certezza di stare all’interno di strutture antisismiche e a prova di violenti terremoti”. Il nocciolo della questione è proprio questo: il primo passo per reagire nella maniera più efficace al terremoto è prevenire, e quindi costruire – per evitare di dover poi ricostruire – edifici sicuri e antisismici. Sapere di vivere e lavorare in ambienti sicuri non può che aiutare ad attutire le ansie che spontaneamente il terremoto suscita. Il Centro per le Famiglie dell’Unione delle Terre d’Argine ci tiene a far sapere che sarà disponibile con servizi di supporto psicologico sia per adulti che per bambini e ragazzi.
Chiara Sorrentino

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