Berlino: è qui che voglio vivere!

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I sogni, si sa, vanno assecondati, soprattutto quando si è giovani e con tanta voglia di mettersi in gioco. Ed è proprio per realizzare un desiderio di vecchia data che il 27enne carpigiano Riccardo Tondelli, con in tasca una laurea in Lingue e Culture Europee e davanti a sé un roseo futuro in banca, volutamente interrotto, nel maggio del 2011 ha spiccato il volo verso la città che ama di più al mondo: Berlino. “Fin da quando ho iniziato a studiare la storia di questa capitale sui banchi di scuola – racconta Riccardo – ne ho immediatamente subito il fascino. Poi nel 2007, forte della mia conoscenza della lingua tedesca, ho deciso di andarvi per la prima volta da solo e da lì sono seguite una serie di visite periodiche fino al mio trasferimento definitivo nella primavera dello scorso anno. La mia permanenza a Berlino avrebbe dovuto terminare lo scorso settembre ma sono ancora qui e, per il momento, non ho nessuna intenzione di andarmene. In ogni angolo della città si respira un’atmosfera affascinante e intrisa di storia, di tradizioni ma anche di modernità. La vita è quella che caratterizza ogni grande città: un pout-pourri di culture e opportunità, ma non per questo si tratta di una città frenetica e caotica. Al contrario, è molto vivibile”.
Cambiare da un giorno all’altro le proprie abitudini di vita e lasciare improvvisamente famiglia e amici per trasferirsi a migliaia di chilometri di distanza non è facile, ma oggi con le nuove tecnologie la lontananza è quasi annullata. “Skype e i social network -prosegue Riccardo – mi consentono di sentire e vedere ogni giorno i miei cari e così Carpi è più vicina. Inoltre appena ne ho l’opportunità prendo un aereo per fare un breve ritorno a casa”.
E a Berlino, Riccardo, giovane dall’indole cosmopolita, che parla già fluentemente inglese, tedesco e spagnolo, e che il prossimo mese inizierà un corso di svedese, lavora in uno dei luoghi più stimolanti della città: nel negozio della celebre catena internazionale Hard Rock Cafè. “Ho trovato quasi subito lavoro nel negozio di merchandise dell’Hard Rock Cafè di Berlino. Sostanzialmente mi occupo dell’accoglienza dei clienti, do loro consigli per gli acquisti e mi occupo dell’allestimento e del riassortimento degli stand espositivi. Inoltre, da alcuni mesi sono anche trainer, ovvero seguo i neoassunti e li avvio alla professione. Mi piace molto lavorare qui. Mi diverto, ascolto buona musica e, soprattutto, ogni giorno conosco tanta gente nuova, proveniente da ogni parte del mondo. Ho davvero la possibilità di parlare tutte le lingue che conosco e talvolta di cimentarmi anche in quelle che ancora non ho studiato! E poi ho l’opportunità di partecipare a eventi coinvolgenti. Proprio ora sto prendendo parte all’Hard Rock Calling: il festival che ogni anni l’Hard Rock Cafè organizza all’Hyde Park di Londra e in cui si esibiscono grandi artisti tradizionali. Quest’anno è la volta, tra gli altri, di Bruce Springsteen, Paul Simon e Sound Garden. Per ora mi trovo molto bene ma la mia ambizione è di lavorare un giorno in un museo o un’associazione culturale, come responsabile dell’organizzazione e delle pubbliche relazioni e, per tale motivo, sto valutando se iscrivermi a un master o a una laurea di secondo livello che mi fornisca le competenze necessarie”. E a Berlino è proprio il settore terziario, quello dei servizi e del turismo, a offrire maggiori opportunità di lavoro, mentre la produzione industriale ha i suoi centri propulsori altrove in Germania. “Tuttavia i giovani – spiega Riccardo – all’inizio del loro iter professionale riescono a trovare più facilmente un’occupazione, in quanto le aziende ricevono incentivi quando li assumono e qui gli studenti che, oltre a studiare, hanno un nebenjob, cioè un lavoretto dopo le lezioni universitarie, sono più numerosi che in Italia. E poi Berlino è una città stimolante: ogni quartiere è diverso e unico e rievoca un pezzo della sua storia. Ovunque si respira un’aria frizzante, tutti i clienti con cui ogni giorno ho a che fare me lo confermano. Tutte le settimane ci sono numerosi eventi culturali per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta e poi è una città ricca di aree verdi: in alcuni angoli del centro sembra di essere in mezzo a un bosco”. Per Riccardo, che attualmente condivide l’appartamento con due coinquilini nella zona ovest della capitale, il prossimo passo è trovare un appartamento tutto suo, ma, soprattutto, continuare a studiare per realizzare il suo sogno professionale.

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