Disegnarsi un futuro a Londra

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Il 26enne carpigiano Cosimo Bulgarelli dal dicembre 2010 vive a Londra come Graphic Designer.
Quando e come è nata la tua passione per la grafica?
“Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico il mio desiderio era quello di diventare un illustratore. Il percorso però era fitto di incertezze, anche dal punto di vista economico, quindi ho optato per la professione di grafico riconoscendola come più sicura e remunerativa e in grado di offrirmi la possibilità di sviluppare anche il mio lato artistico. Dopo aver frequentato diversi corsi per perfezionare le mie competenze con i principali programmi di grafica, ottenendo certificati con validità europea, ho lavorato presso alcune agenzie della zona fino alla svolta di Londra lo scorso dicembre. Oggi voglio tornare a concentrarmi sull’illustrazione, continuando però una carriera che mi dà molte soddisfazioni”.
Dopo le prime esperienze di lavoro presso agenzie di pubblicità e comunicazione prima a Carpi e in seguito a Reggio Emilia, perché hai deciso di partire alla volta di Londra e con quali aspettative?
“Volevo mettermi alla prova in una città straniera e come per molti altri ragazzi che prima di me hanno preso questa decisione, la mia scelta è ricaduta su Londra. E’ stata la scelta più ovvia per varie ragioni: innanzitutto per la vicinanza geografica, poi per la lingua inglese che ancor prima di partire parlavo abbastanza bene, e poi perchè là avevo già qualche contatto su cui poter fare affidamento. Inoltre la capitale del Regno Unito è tuttora una delle città più produttive e creative in fatto di comunicazione. Non ci sono rovesci della medaglia nel provare. E’ una vittoria comunque vada”.

Che differenze hai riscontrato nelle strategie pubblicitarie e di comunicazione tra la cultura italiana e quella inglese?
“Il fine è sempre quello. Sono i mezzi che cambiano. Il potenziale culturale e artistico di una pubblicità è spesso accantonato in Italia. Da queste parti invece si prova ancora a elevare qualitativamente il livello di comunicazione del mercato. L’imbarbarimento però comincia a notarsi anche qui”.

L’ultimo progetto che hai realizzato o quello a cui stai lavorando attualmente?
“Abbiamo appena completato un interessante progetto con gli studi di registrazione della BBC e attualmente stiamo gareggiando con altre tre aziende per una collaborazione con BMW. Nel frattempo sto collaborando con Helmut, uno studio di comunicazione nato recentemente a Reggio Emilia”.

Come vedi la situazione economica italiana in questo momento? Ritieni che a Londra e, in generale, nel Regno Unito, ci siano maggiori opportunità di sviluppo professionale, soprattutto per i giovani?
“La situazione economica inglese è difficile quasi quanto in Italia. A Londra forse si percepisce meno perché tutto sommato si tratta di un’isola felice. Ma il sistema è imploso in ogni stato. E’ l’arbitrarietà con cui si sceglie il capro espiatorio che lascia senza parole. L’economia ha mostrato i suoi punti deboli e non vedo solidarietà e programmaticità nel volerli risolvere tutti insieme”.

Dove vedi il tuo futuro?
“Non saprei fare una previsione. La voglia di vivere in Italia è tanta e se mi si presentasse l’occasione tornerei. Ma intanto qui sono riuscito a costruire una situazione positiva che penso possa ancora migliorare”.

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