Spazio ai lettori: “Vi prego ditemi che non è vero e che ho solo capito male”

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Questa è stata la mia prima reazione, le prime parole che sono uscite di getto dalla mia bocca dopo aver appreso che nella struttura sanitaria adibita al servizio di Emodialisi dell’Ospedale di Carpi, si era insediata la Direzione Sanitaria. Le mie orecchie non volevano sentire ma sopra tutto il mio cervello non voleva metabolizzare quell’affermazione che, in quel momento, mi sembrava così assurda, così stridente e lontana da ogni benché minima logica. Trovavo e trovo tutt’ora insensato, anzi, peggio, sgradevole e quanto mai inopportuno che si costringano pazienti con handicap così gravi a doversi sottoporre a turni di dialisi massacranti, che per qualcuno vuol dire anche sedute di 4 o 5 giorni alla settimana solo perché qualcuno ha avuto l’ardire di convertire in uffici, anziché rendere agibile, con Urgenza, un reparto definito salvavita! Allo stato attuale delle cose sapete come funziona il turno dei dializzati e come sono costretti a lavorare i dottori, infermieri, ausiliari degli ospedali di Carpi e Mirandola? Ve lo riassumo io: se sei fortunato, se gli “astri”, nel giorno dell’assegnazione dei turni, sono dalla tua parte, ti capita il turno delle 7,30 , che vuol dire alzarsi almeno alle 5 del mattino, oppure, se quel giorno hai “saturno contro” capita ti venga assegnato il turno delle 18,30  e questo comporta uscire verso le 22,30/23, poi, per un paziente bisogna prevedere la cena, ed è importante perché  dopo il trattamento dialitico bisogna mangiare, altrimenti si rischia di svenire o collassare a causa dei cali di pressione che, credetemi, sono frequenti.  Infine il rientro a casa che per più di qualcuno vuol dire anche dopo la mezzanotte perché si devono  aspettare i mezzi di trasporto della Croce Rossa/Blu o i Volontari delle varie Associazioni di Volontariato (Santi subito) le tratte di trasporto partono dal Policlinico e dal Nuovo Ospedale Civile di Baggiovara. E, infine, per completare questo triste quadro c’è anche chi è costretto a dormire in un furgone nelle piazzole di sosta perché non ha la possibilità di pagarsi la benzina con questi continui andirivieni, consideriamo che ci sono persone che vengono da Mirandola, Finale Emilia dove gli ospedali non esistono più  e già dopo la prima scossa del 20 maggio erano stati dirottati all’Ospedale di Carpi. E tutto questo perché? Perché i Signori della Direzione Sanitaria hanno deciso che la collocazione a loro più congeniale e sicura che ci fosse rimasta al Ramazzini é proprio il reparto destinato ai pazienti in dialisi! Ma come, io mi chiedo,  e mi rivolgo a Voi gentili Signori, qui tutti, comprendiamo benissimo lo stato di emergenza nel quale ci siamo venuti a trovare nostro malgrado, qui tutti stiamo facendo enormi sacrifici, come mai Voi non avete pensato a soluzioni alternative, sono tante le aziende che si stanno attrezzando con tensostrutture, container adibiti e già predisposti per contenere uffici, laboratori con il solo scopo di poter avviare e riprendere il nostro lavoro, la quotidianità della nostra vita, quel po’ di normalità che ci rasserena e Voi che avete in mano la gestione di un Ospedale, che vorrei ribadire, nessuno vuole che venga trasferito altrove o, peggio ancora, chiuso, vi permettete di occupare uno spazio che potrebbe tornare a dare un po’ di serenità  e aria di casa a persone così già di per sé provate?   In questi frangenti tanto difficili le persone ammalate, anziane e sole  si sentono fragili, deboli e inutili non credo sia proprio il momento di mantenere atteggiamenti quanto mai discutibili proprio da parte di chi dovrebbe avere più a cuore il loro precario equilibrio. Vi prego cari amici di Radio Bruno datemi una mano a sostenere la riapertura al più presto di questo indispensabile servizio.
Daniela 

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