E’ come se noi pesassimo le masse in kg e loro in libbre

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Sopra è una pianura soffice, riempita dai sedimenti del Po, ma basta andare una manciata di chilometri in profondità per trovare una struttura geologica a dir poco aggrovigliata. Un domino di faglie che si dividono e si ricongiungono. Siamo su un “fronte di guerra”, a Sud del quale preme la grande zolla dell’Africa, con l’Europa che a Nord oppone tutta la sua resistenza. In mezzo, stretta come in una tenaglia, c’è la Pianura Padana. Tanto placida sopra, quanto tormentata sotto. A Silvia Castellaro, dottore di Ricerca in Scienze della Terra e titolare dell’insegnamento di Sismologia Applicata, corso di laurea specialistica presso l’Università degli Studi di Bologna chiediamo:

*b*Cosa sta accadendo?+b+
“La Terra è un pianeta “vivo”, ossia al suo interno esiste un mantello caldo che, alla scala dei tempi geologici, è plastico e si muove. In questo movimento il mantello porta con sé la crosta che è fredda e fragile e non fluisce ma si rompe per accomodare gli spostamenti della materia sottostante.
Le morfologie che osserviamo (montagne, terre emerse, terre sommerse, vulcani) sono frutto di questi movimenti che proseguono da milioni di anni e che coinvolgono tutto il pianeta. Per cui non siamo di fronte ad alcuna catastrofe: siamo di fronte a un fenomeno naturale che è sempre esistito e continuerà fino a che il pianeta rimarrà vivo”.

*b*E’ plausibile dire che lo sciame sismico di questi giorni durerà ancora a lungo?+b+
“Non è prevedibile se non in senso statistico (che significa in media). In media gli sciami sismici durano settimane o mesi (a volte anche anni)”.

*b*La Pianura Padana, secondo i geologi, non ha le potenzialità per un terremoto di magnitudo ancora più alte. Conferma?+b+
“La dimensione dei terremoti è legata  in qualche modo alla dimensione delle strutture sismogenetiche (faglie). La nostra conoscenza delle strutture sismogenetiche è legata a rilievi sismici a grande scala effettuati nei decenni passati e a studi geologici di varia natura. La dimensione dei terremoti ipotizzabili è inoltre legata alla sismicità storica. L’Italia ha la fortuna di possedere uno dei cataloghi sismici più completi al mondo per cui conosciamo i terremoti maggiori degli ultimi 2000 anni almeno.
Lo studio della sismicità storica e delle strutture sismogenetiche fa pensare che la dimensione massima dei terremoti avvenuti in questa zona sia intorno alla magnitudo 6.1.
Però non bisogna dimenticare che gli studi su base storica sono affetti da grandi incertezze: un terremoto veniva risentito e documentato in un’area solo se l’area era abitata e se i documenti si sono conservati fino ai giorni nostri. Pertanto questo non ci tutela dal fatto che possano esserci stati eventi di magnitudo maggiore in epoche precedenti a quelle storiche (2000 anni di documenti sono comunque pochi rispetto al tempo geologico). Così come la ricostruzione delle strutture sismogenetiche del Paese, per quanto accurata, presenta i suoi margini di incertezza e di soggettività. Non esistono, nelle scienze, dati senza incertezza. Oltre al fatto che un approccio come quello appena esposto implica che conoscere un pezzetto di passato basti a prevedere il futuro, il che non è sempre detto”.

*b*Perchè finora il rischio sismico dell’Emilia era stato tanto sottostimato? Nelle mappe del rischio sismico come verrà riclassificata la nostra area? +b+
“La classificazione sismica del territorio dà ovvia ‘precedenza’ alle aree in cui i terremoti sono più frequenti ma questo purtroppo non autorizza le altre aree a ritenersi in assoluto prive di rischio.
La carta di pericolosità sismica attualmente in uso indica solo quali sono le aree in cui esiste una certa probabilità di avere terremoti di una certa dimensione in un certo intervallo di tempo.
Questo non vuol dire che se la probabilità è massima in Sicilia-Calabria, allora a Modena si esclude categoricamente un evento. Tant’è infatti che la magnitudo massima attesa in queste zone era comunque già poco sopra 6 prima degli ultimi eventi (basta consultare un qualsiasi catalogo di sismicità storica dell’area). Come cambierà nei prossimi anni la classificazione sismica nazionale, dipenderà dagli algoritmi di calcolo specifici che verranno adottati. Al momento lo standard internazionale è un approccio piuttosto datato (risalente alla fine degli Anni ‘60) ma oggi ci sono diversi altri metodi di stima della pericolosità e il dibattito scientifico nei prossimi mesi o anni potrebbe portare alla compilazione di mappe diverse. Tuttavia va detto che in Italia esistono gli strumenti per costruire in modo ragionevolmente anti sismico ovunque (Norme Tecniche sulle Costruzioni entrate in vigore in via definitiva il 30 giugno 2009, dopo il terremoto di L’Aquila). Quindi anche senza aspettare le nuove mappe, costruire o ristrutturare in modo migliore rispetto a quanto non si facesse fino al 2009 è già possibile”.

*b*Tutti siamo cresciuti pensando che il terreno alluvionale ci proteggesse dagli effetti di un sisma. La realtà però è un’altra…+b+
“Tutti forse siamo anche cresciuti convinti che gli Appennini fossero più vecchi delle Alpi perché erano più bassi di queste ultime ed erano stati lisciati dal tempo.  In verità gli Appennini sono la catena italiana di più recente formazione (sono tutt’ora in formazione, grazie ai numerosi terremoti che avvengono proprio lungo la catena). E un bacino di sedimenti soffici come quello della Pianura Padana non è affatto favorevole in caso di sisma perché le onde sismiche rimangono intrappolate nei sedimenti e possono interferire, amplificandosi e/o prolungando la durata del moto sismico. Nei sedimenti poi si possono manifestare i fenomeni di liquefazione che abbiamo visto a San Carlo, Sant’Agostino e anche altri fenomeni”.

*b*Sciame sismico: è una leggenda metropolitana che piccole scosse consentano un rilascio di energia graduale, scongiurando l’arrivo di scosse violente?+b+
“Sì, è una leggenda perché la verità è che vediamo di tutto: casi in cui piccole scosse dissipano energia e non portano a nessun evento violento. Casi in cui molte piccole scosse annunciano eventi molto violenti e così via. Un terremoto è un movimento di due lembi di Terra. Quindi se c’è un movimento sicuramente si dissipa energia ma lo spostamento può portare altre zone vicine a essere sottoposte a carichi maggiori e quindi avvicinarle alla rottura. Il sistema Terra è molto complesso e purtroppo non siamo ancora in grado di predire cosa avverrà quando si innesta uno sciame sismico”.

*b*Molti a fronte di un’attività sismica ridotta pensano alla calma prima della tempesta. E’ un bene o un male?+b+
“Restando sul pratico e onde evitare patemi inutili è bene ricordare che il terremoto è un evento che fa parte della natura e che non possiamo fermare. Dobbiamo semplicemente imparare a conviverci e per farlo al meglio dobbiamo imparare a costruire in modo adeguato in modo da non ferirci e minimizzare i danni alle persone e alle cose”.

*b*Pensa che il fracking avrebbe potuto generare manifestazioni sismiche tanto violente? Potrebbe aver innescato o potenziato in qualche modo le scosse?+b+
“Non mi risulta che si sia mai fatto fracking nelle aree coinvolte da questi terremoti, per cui la domanda in questo caso non si applica. Sicuramente esiste una correlazione tra certi tipi di attività (che non sono solo stoccaggi di idrocarburi o fratturazioni idrauliche di rocce ma anche riempimenti di laghi a monte di dighe) e una aumentata sismicità di intensità medio-piccola delle aree coinvolte. Va però notato che queste attività semplicemente accelerano l’accadimento di terremoti là dove già ci sarebbero per cause geologiche. In ogni caso, ripeto, in questo caso non mi risulta che nella zona si sia mai fatto nulla di simile”.

*b*Il terremoto ha scatenato numerose polemiche. Molti segnalano che le scosse del 20 e del 29 maggio scorso sarebbero state, secondo alcuni siti internazionali, di magnitudo maggiore rispetto a quelle date  dall’Istituto di Vulcanologia italiano. Perchè tali incongruenze?+b+
“Questo è un errore comune di chi non legge accuratamente i dati di ciò che era già successo in occasione del terremoto di L’Aquila. Esistono diverse scale di magnitudo (almeno 20). La magnitudo si calcola a partire dall’ampiezza di determinate onde sismiche ma le onde attraversano il globo intero ed è facile intuire che quelle che abbiamo misurato a Bologna non sono le stesse che hanno misurato negli Usa. Per questo motivo a Bologna useremo una magnitudo che si chiama magnitudo locale (ML) e negli Usa useranno un’altra magnitudo (che non può essere locale perché dall’altra parte del mondo arrivano onde diverse). Nel caso specifico i dati forniti dal servizio geologico statunitense sono dati in Mw, ossia magnitudo momento e questa per magnitudo sopra circa 5.5 è sempre maggiore della magnitudo locale.
Per cui è normale che noi diciamo ad esempio ML = 5.9 e loro dicano Mw = 6.1! E’ come se noi pesassimo le masse in kg e loro in libbre: misuriamo la stessa cosa ma con due scale diverse”.

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