Quando la terra trema…

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Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che un sisma potesse provocare tanta distruzione in un territorio alluvionale come il nostro (composto di sabbie, limi e argille che sormontano per spessori di chilometri le strutture rocciose sepolte dell’Appennino) e, invece, le sette vittime, i 5mila sfollati e i crolli stanno lì a indicare che nessuno è al sicuro.
La terra aveva già tremato anche a gennaio, i terremoti si stanno forse intensificando sul nostro territorio?
Lo abbiamo chiesto al carpigiano Gianluca Marcato, laureato in Geologia all’Università di Modena e oggi ricercatore presso l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR di Padova. “I terremoti non si stanno intensificando. La nostra conoscenza della storia sismica di un sito è solo parziale perchè le registrazioni strumentali sono molto recenti, mentre per i terremoti storici ci si basa su fonti di archivio, che per loro natura sono incomplete e qualitative. L’area si trova al culmine di una struttura geologica sepolta considerata attiva da molti autori ed è soggetta a una sismicità che può essere definita media in quanto interessata da terremoti storici con magnitudo superiore a 5 (scala Richter) e intensità talvolta al di sopra della soglia del danno, tra i quali ad esempio i terremoti di Ferrara del 22 febbraio 1346 e del 17 novembre 1570 (magnitudo stimata rispettivamente pari a 5,8 e 5,5), il terremoto dell’Emilia orientale del 22 ottobre 1796 (magnitudo stimata pari a 5,6), e il terremoto di Finale Emilia del 17 marzo 1574 (magnitudo stimata pari a 5,1).
L’attività delle Dorsale Ferrarese è indicata anche da alcune evidenze nella morfologia di superficie e anche nel database DISS 3.1 di INGV la struttura responsabile dell’anticlinale di Mirandola-Cavone-Rivara è considerata attiva e potenzialmente sismogenetica. La presenza nell’area di strutture sismotettoniche attive è documentata esistere a profondità crostali superiori a 6-8 chilometri, fino a 33”.
Si può prevedere quanto durerà lo sciame sismico e se arriveranno ancora scosse di grande entità?
“Non è possibile prevedere quanto durerà lo sciame sismico e quali saranno le caratteristiche delle future scosse. Ogni evento e ogni area hanno una storia a sé. Dagli archivi, ad esempio, sappiamo che lo sciame del terremoto di Ferrara del 1570 è durato a lungo (pare 4 anni), mentre in altri casi più recenti si sono registrate poche repliche. E’ comunque naturale che l’energia sismica si esaurisca anche attraverso scosse successive a quella principale”.
Molti parlano di un terremoto anomalo, superficiale e di grande intensità per una zona a basso – medio rischio come la nostra. Conferma?
“Come ho già spiegato non si tratta di un evento con caratteristiche anomale”.
Cosa occorre fare dopo l’emergenza, durante lo sciame sismico? Meglio stare in casa se non ha avuto problemi strutturali o riversarsi per le strade magari dormendo in auto?
“Se gli edifici sono stati verificati dai tecnici competenti, non ci sono ragioni per cedere al panico”.

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