Tanto rumore per nulla

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Niente da fare per i lavoratori in forza alla Biblioteca Loria di Carpi. Non sono bastate le tante battaglie, le quasi 2mila firme raccolte, il sostegno di personaggi anche influenti della società civile e l’interessamento delle telecamere della trasmissione di Rai Tre, Ballarò.

Per i 17 Bibliotecari Esuberanti è arrivata la conferma definitiva: il Comune di Carpi non intende prendere in considerazione la possibilità di rinnovare l’appalto di gestione del servizio di front office della Cooperativa Euro&Promos, presso i quali i lavoratori sono assunti, e neppure quella di indire un nuovo bando di gara. Sembra proprio che, in tempi di vacche magre, anzi magrissime, non si sia riusciti a reperire i circa 200mila euro necessari.

Anche se non si è raggiunto il risultato sperato, qualche spiraglio per il futuro è tuttavia emerso nel corso l’incontro tenutosi lo scorso 15 marzo in Provincia di Modena, al quale erano presenti l’Amministrazione di Carpi, la Cgil ed Euro&Promos. Per gli ormai ex-bibliotecari che tanto merito hanno avuto nel prestigio che la biblioteca si è guadagnata a livello nazionale si apre ora la cassa integrazione straordinaria, che da aprile andrà a zero ore, per essere poi protratta sino al 31 dicembre di quest’anno. “Proviamo rabbia ed amarezza per la volontà di non rivedere una decisione già presa – commenta il segretario Filcams – Cgil di Modena Marzio Govoni, che aggiunge: “E’ lo stesso sentimento provato dai lavoratori, che però sono pronti a verificare l’impegno che il sindaco metterà nel tentativo di trovare altre soluzioni occupazionali”. 

Già, perché, seppur tetragona nelle sue scelte, l’Amministrazione si è impegnata, insieme alla Provincia “a porre in essere tutte le azioni utili alla ricollocazione del personale nell’ambito del proprio territorio e di quelli limitrofi”. Una prima valutazione in tal senso dovrebbe essere effettuata entro fine mese, quando l’assegnazione per il nuovo bando di gestione di Teatro e Palazzo Pio potrebbe consentire qualche spiraglio per il riassorbimento di una parte, seppur minima, dei lavoratori disoccupati. Anche Euro&Promos si impegna, dal canto suo, a proporre ai bibliotecari una ricollocazione ove possibile. Molti ‘se’ e ‘forse’ che rischiano però di tramutarsi in ‘ma’. “Abbiamo partecipato al tavolo ribadendo le scelte organizzative che ci hanno portato a questa reinternalizzazione del servizio – ha ribadito il sindaco di Carpi Enrico Campedelli – perché in una situazione così difficile dobbiamo e dovremo sempre più lavorare su un ridisegno dei servizi dell’Amministrazione.

Con l’azienda si apre la possibilità di reinserire una parte dei lavoratori, quindi siamo pronti a trovare soluzioni alternative”. Sulle domeniche, poi, nessuna marcia indietro: “La biblioteca rimane aperta sei giorni su sette come prima – chiosa Campedelli – solo che sarà chiusa la domenica anziché il lunedì. Noi non siamo come quelli che dicono che con la cultura non si mangia, e non escludiamo che in futuro si possa tornare a ripensare alla domenica aperta”.

Che si debba a una situazione di effettiva carenza di fondi dovuti ai numerosi e ripetuti tagli conseguenti alla crisi economica o che, al contrario, sia imputabile a un’Amministrazione che non ha saputo far fronte alla situazione di emergenza con scelte diverse e più coraggiose, resta l’amara constatazione del fatto che, nel nostro Paese – e purtroppo anche nel nostro territorio – quando le cose vanno male, a rimetterci sono, per prime, sempre le categorie più deboli. Ben stipate in terza classe, mentre la nave affonda.

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