Una scuola da 6 milioni di euro

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Dio vede e provvede, dicono. Di certo ha sorriso al nuovo Plesso Scolastico Istituto Figlie della Provvidenza di Santa Croce. Un’operazione da 6 milioni di euro, (di cui 900mila elargiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Una cifra astronomica che suona come uno schiaffo ai bilanci in rosso delle scuole pubbliche che si barcamenano come possono persino per acquistare gessetti e fotocopie. “Inizialmente il progetto sfiorava i 10 milioni – ha commentato l’ingegner Alessandro Sola, direttore generale dei lavori – ma, attraverso una revisione attenta, abbiamo raggiunto il giusto compromesso tra il valore architettonico dell’edificio, le caratteristiche prestazionali e di scelta dei materiali, l’alto livello di contenimento energetico e di risparmio impiantistico, con l’utilizzo di un sistema domotico integrato ad alta efficienza, garantendo così un contenimento dei costi”.  Il nuovo polo – realizzato su un’area di circa 90mila metri quadri – ospita la scuola primaria, progettata per ospitare 10 sezioni, di cui 5 normali e 5 per portatori di handicap, per un totale di 133 alunni e la scuola dell’infanzia, dotata di 4 sezioni, di cui 3 normali e 1 per portatori di handicap, per un totale di 104 alunni. “L’edificio – conclude Sola – è stato progettato in modo che gli allievi possano agevolmente usufruire di tutti gli ambienti della scuola, nelle loro interazioni e articolazioni e, inoltre, raggiungere le zone all’aperto. Ciò comporta, anche in ragione della particolare collocazione del polo scolastico, inserito in un contesto agreste, che le attività educative si svolgano a diretto contatto con il terreno di gioco e all’aperto”. “Abbiamo voluto un fabbricato classificato in categoria A ai fini energetici per potere ridurre i costi di gestione, anche se ciò ha comportato un maggior sforzo economico in fase di costruzione”, ha poi aggiunto Marino Odorici, membro del Consiglio d’amministrazione dell’Istituto che ha anche auspicato di poter continuare ad avere l’appoggio dei carpigiani per sostenere economicamente questa bellissima realtà educativa, culturale e religiosa, indispensabile nel mondo di oggi”. Un plesso, ha specificato Giuseppe Schena, assessore alle Politiche scolastiche Terre d’Argine, “che amplifica, integra e completa l’offerta formativa del nostro territorio, all’insegna della qualità. Una struttura dalla funzione pubblica imprescindibile”, ha ribadito l’assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Carpi, Cleofe Filippi, ” un tesoro oggi custodito in uno scrigno ancor più bello. Un tesoro che ha molto da insegnare alla città, sul tema dell’integrazione dell’handicap e sul piano educativo”. Ed è proprio sul valore aggiunto dell’istituto che ha insistito anche Antonia Fantini, responsabile Pastorale scolastica della Diocesi di Carpi. “Qui i bambini ricevono un’educazione completa, integrale: dalla sfera affettiva a quella sociale, in un’ottica cristiana. Il trascendente è il valore aggiunto di questa scuola”.
Una scuola da sempre caratterizzata come centro specializzato per il pieno recupero dei bambini non udenti, che ha però voluto perseguire la loro completa riabilitazione anche attraverso l’integrazione con bambini normo-udenti. “Con i coetanei udenti – ha aggiunto Suor M. Rosaria, coordinatrice delle attività educative e didattiche – l’alunno sordo è stimolato alla comunicazione verbale e alla spontaneità dei rapporti; può fruire delle stesse opportunità e imparare a relazionarsi con loro. Nello stesso tempo, vivendo a contatto con altri compagni sordi, evita l’isolamento comunicativo e psicologico in cui potrebbe trovarsi se inserito in un ambiente esclusivamente di udenti e percepisce la minorazione uditiva non come grave ostacolo alla propria realizzazione umana e sociale. Allo stesso tempo agli alunni udenti viene offerta l’opportunità di confrontarsi, capire e accogliere il diverso, nella condivisione delle attività formative e delle relazioni quotidiane”.

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