Quando i problemi di cuore danno alla testa

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Dopo la paralisi al nervo ottico di Ringhio, giorni di paura anche per Antonio Cassano, il giocatore del Milan, classe 1982, che sabato 29 ottobre è stato ricoverato nel Reparto di Neurologia del Policlinico di Milano in seguito a un malore. Il comunicato ufficiale parla di “sofferenza cerebrale su base ischemica” dovuta alla “presenza di un forame ovale pervio cardiaco interatriale”.
Come un problema cardiaco può comportare un attacco ischemico a soli 29 anni? Lo abbiamo chiesto al primario dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale di Carpi, Gabriele Greco, nonché presidente della sezione locale di Alice, associazione fondata nel 2009 con lo scopo di diffondere una cultura collettiva contro l’ictus, una conoscenza dei fattori di rischio modificabili e per aiutare e sostenere i malati nella fase acuta e sub-acuta della malattia, nella riabilitazione fisica e nel reinserimento sociale.
*b*Dottore, in che cosa consiste esattamente il forame ovale pervio cardiaco interatriale e come può provocare un attacco ischemico?+b+
“Consiste nella persistenza, dopo la nascita, di un forellino, fisiologicamente presente nel feto, in quanto gli consente di tenere il sangue ossigenato attraverso la placenta. Tale forame, in una percentuale piuttosto elevata di persone (circa il 20-30% delle persone) non completa la sua chiusura. Non necessariamente la persistenza di questa “anomalia” congenita provoca poi problematiche o malattie ma, in condizioni particolari, come sforzi importanti o traumi, in percentuali molto basse, può comportare la formazione di un coagulo. Il forame, consentendo un passaggio tra il cuore destro e quello sinistro, di fatto, crea la possibilità che un embolo possa partire e superare il filtro dei polmoni e arrivare così al circolo cerebrale, provocando un ictus”.
*b*Qual è il rimedio?+b+
“Si può procedere con una chiusura endovascolare, operazione non cruenta e non particolarmente pericolosa. In sostanza, nella vena femorale destra, all’altezza dell’inguine, s’inserisce una sonda dentro la quale viene posto lo strumento di chiusura, una sorta di ombrellino. Introdotta la sonda nel cuore, in corrispondenza dei due atri, si fa fuoriuscire, spingendolo, il dispositivo, che si autoposiziona nel setto interatriale chiudendo il forame ovale pervio. Nel corso di alcuni mesi il dispositivo viene endotelizzato, cioè inglobato nei tessuti del paziente attraverso un velo di cellule che lo ricoprono. La decisione di operare Cassano per provvedere alla chiusura invece di ricorrere a una terapia – a vita –
antiaggregante piastrinica e anticoagulante per evitare formazione trombi è principalmente dettata dalla sua professione e dalla speranza di rivederlo ancora in campo. Se il cervello non ha subito grandi danni, come pare in questo caso, la persona può infatti riprendere le sue normali attività, anche sportive”.
*b*Gli ictus colpiscono principalmente gli Over 65 ma non sono rari quelli giovanili. A cosa sono imputabili? Quali le cause più frequenti?+b+
“Generalmente sono imputabili a malattie metaboliche o genetiche e a infiammazioni delle pareti delle arterie cerebrali. Nella metà dei casi degli ictus giovanili, cioè dai 15 ai 45 anni – o dei più rari ictus infantili – la causa scatenante è proprio la presenza di un forame ovale pervio cardiaco interatriale”.
*b*L’abuso di sostanze stupefacenti aumenta la possibilità di essere colpiti da ictus?+b+
“Sì, e purtroppo, nell’ultimo periodo, sono in numero crescente. L’abuso di cocaina, in modo particolare, danneggia le pareti arteriose, rendendole più fragili e suscettibili di deposito di trombi”.
L’ictus rappresenta la prima causa di invalidità permanente, la seconda causa di demenza dopo l’Alzheimer e la terza di mortalità. I dati epidemiologici in Italia sono impressionanti: si parla di 150/190mila casi di ictus all’anno, la maggioranza di tipo ischemico, di cui circa il 30% è costituito da recidive. In Provincia di Modena i numeri si attestano sui 1.500/2.000 l’anno, mentre all’ospedale di Carpi, presso l’Unità Operativa di Neurologia, si trattano mediamente 350/400 ricoveri.
*b*Di questi quanti sono i giovani? +b+
“Circa il 5/10% dei casi è rappresentato da persone al di sotto dei 45 anni”.
*b*Problema cardiaco o no, i riflettori sono comunque puntati sull’efficienza di MilanLab, il Centro di ricerca scientifica interdisciplinare di Milanello, di proprietà del Milan che, nel giro di un paio di mesi, ha incassato due veri e propri autogol: la paralisi al nervo ottico di Gennaro Gattuso prima e il malore di Cassano dopo. Due bocconi amari da digerire. E il doping potrebbe essere il comune denominatore? +b+
“I due disturbi pur essendo entrambi neurologici hanno cause diversissime tra loro e non intravedo alcuna relazione con l’assunzione di doping”.

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