La Vie en Rose

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Il colpo di fulmine per Parigi era già scoccato durante una gita scolastica, e dopo la maturità conseguita nel 2010, Giada Quaranta- classe 1990, con diploma di ragioneria ad indirizzo linguistico ed iscritta alla Facoltà di Lingue e Culture Europee- ha colto l’occasione per ritornare nella capitale francese.
*b*Giada, per quale ragione e con quali aspettative sei partita alla volta di Parigi?+b+
“Sono partita con il desiderio di vivere un’esperienza nuova in cui potermi mettere alla prova. Non ero mai stata così lontana da casa in precedenza e, nonostante sia molto legata alla mia famiglia, volevo confrontarmi con una realtà diversa in cui potessero emergere appieno la mia intraprendenza e capacità di adattamento. E poi ovviamente, anche per approfondire la conoscenza della città e della lingua. Inizialmente sarei dovuta restare solo tre mesi, ma poi, complice la magia della città, e soprattutto il bellissimo legame instaurato con i coninquilini del primo appartamento in cui ho alloggiato, ho prolungato il soggiorno di altri sette mesi”.
*b*Come si svolgeva la tua vita a Parigi?+b+
“Per i primi sei mesi ho abitato nel quartiere dell’Opéra Garnier, condividendo l’appartamento con due ragazze e tre ragazzi che nel giro di qualche giorno sono diventati miei grandi amici. Ho trovato quasi subito lavoro come cameriera in un ristorante italiano, di cui conservo un ottimo ricordo. Nonostante i ritmi frenetici, mi sono divertita molto ed ho anche intessuto una storia breve, ma senza rimpianti, con un collega francese. Dopo il termine del contratto di affitto, che già avevo prorogato di tre mesi, mi sono trasferita, un po’ a malincuore, vicino al cimitero di Père-Lachaise, pur continuando a frequentare il gruppo della prima casa. Anche l’ambito lavorativo ha avuto una svolta, dovuta al mio desiderio di saggiare finalmente anche le mie competenze scolastiche, e ho iniziato a lavorare come assistente commerciale presso una ditta di catering. L’evento più affascinante è stato indubbiamente l’allestimento dello stand per il noto marchio di moda Lanvin, presso la Cité de la Mode: ero circondata da borse e scarpe meravigliose”.
*b*Hai citato più volte i tuoi coinquilini. Raccontaci un po’ di loro, e dei parigini in generale.+b+
“Ho avuto la fortuna di condividere la mia permanenza con persone meravigliose, con le quali uscivo ogni sera, e con cui sono rimasta in contatto. Il ricordo più bello, che tuttora mi fa commuovere, è quello di una festa a sorpresa organizzata due giorni prima che tornassi in Italia. Dopo essermi venuti a prendere in auto, mi hanno bendata, conducendomi, a mia insaputa, in un piccolo aeroporto, e qui mi hanno fatta volare a bordo di un piccolo velivolo sopra la città. Un’emozione indescrivibile.
Si è formata anche una coppia nella casa. Maëlenn, la ragazza a cui mi sono legata di più, e Amaury, pilota dell’Air France, proseguono tuttora la loro relazione sentimentale e sono venuti a trovarmi a casa alcuni giorni addietro. In generale, sono rimasta piacevolmente colpita dall’estrema gentilezza e disponibilità dei parigini. Nonostante sia una metropoli, all’interno dei singoli quartieri, le persone si conoscono velocemente. Dal panettiere all’edicolante, tutti trovano sempre qualche minuto per salutarti e scambiare due chiacchiere”.
*b*Come vivono i giovani là, e con quali opportunità di studio e lavoro? Hai rilevato delle differenze rispetto al nostro Paese?+b+
“Quasi tutti i ragazzi, finite le scuole superiori, vanno già a vivere fuori a casa. Sicuramente sono più autonomi ed indipendenti, non solo per la differente mentalità ma anche e soprattutto per i sostegni finanziari di cui godono. Tasse universitarie meno onerose, borse di studio generose, aiuti nel pagamento dell’affitto, e maggiori opportunità di lavoro fanno di Parigi una città a misura di giovane”.
*b*Parigi è anche nota per la fervida vita artistica e culturale…+b+
“Studio danza classica sin da piccolissima, e ormai da sei anni sono allieva della scuola Il Colibrì in via Atene, 1. Per rimanere allenata anche a Parigi, ho frequentato il Centre international de danse jazz Rick Odums. Un istituto professionale, con sale enormi e numerosi corsi, all’interno del quale ho sperimentato per la prima volta, e con un riscontro molto positivo, la danza jazz. Immancabile per me la tappa allo storico negozio Repetto dove ho acquistato le rinomate scarpe da punta”.
*b*Sogni e progetti per il futuro?+b+
“Sicuramente nel mio futuro ci sarà sempre la danza, mia grande passione, e poi, mi piacerebbe molto insegnare. Chissà, potrei lavorare come insegnante madrelingua italiana all’estero, e magari proprio a Parigi”.

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