L’importanza di saper sorridere…

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L’associazione onlus Africa Libera di Carpi si occupa dal 2004 di effettuare interventi a sostegno delle popolazioni dell’Africa e, in particolare, del Ghana. Il presidente dell’associazione Marino Malaguti è un uomo che ha fatto del volontariato lo scopo della propria vita. Da anni lavora in ambito internazionale con grande passione, raccogliendo intorno a sé volontari provenienti da tutta la provincia.
Il suo sogno è quello di migliorare le condizioni di vita di una popolazione colpita da grandi problemi quali la malnutrizione, la mancanza di lavoro e le malattie. La sua positività affiora nel sorriso vivace che lo caratterizza in ogni momento della giornata, trasmettendo in chi lavora con lui entusiasmo e serenità. E’ un uomo innamorato del mondo, in grado di impartire lezioni di umanità e di trasmettere gli ideali del rispetto e della dignità. Non a caso Malaguti precisa che “il volontariato deve essere un’attività svolta col cuore, slegata da interessi economici e non deve mai essere vissuta come un obbligo. Il volontariato è un mezzo per realizzare inclusione sociale e integrazione, contribuendo alla formazione di una società coesa e creando vincoli di solidarietà”. Da pochi giorni è rientrata la seconda delegazione partita nel mese di agosto che è stata ospitata nel centro di Africa Libera a Nkoranza, costituito da un ambulatorio, una sala oculistica, una falegnameria, una computer room e uno spazio adibito allo sport. I volontari si sono impegnati in ambito educativo, formativo e sanitario.
“Nel mese di settembre è arrivato il permesso per l’apertura di un ambulatorio a Nkoranza – commenta il presidente – per effettuare lo screening della vista, le vaccinazioni e il test malarico. A Tacheman invece proseguono i lavori per la costruzione dei reparti di ginecologia e maternità. Il container di Africa Libera ha così accelerato i tempi, portando arredi, mattonelle, luci e attrezzature sanitarie. Il materiale è stato poi diviso tra gli ospedali di Nkoranza, Asonkwa e Ankrankwanta”. In otto anni di lavoro sono stati costruiti tre pozzi, essenziali alla comunità poiché permettono agli abitanti dei villaggi di usufruire di acqua potabile e ai contadini di irrigare i campi. Per quanto riguarda l’attività formativa sono stati organizzati corsi d’italiano per i ragazzi e attività ricreative coi bambini. In alcuni villaggi sono stati portati vestiti, materiale scolastico e alimentare. E’ rilevante anche l’impegno dei volontari a favore di due orfanotrofi e quello relativo alle adozioni a distanza. “Stiamo cercando – aggiunge Malaguti – di formare una cooperativa di giovani artigiani locali, ex corsisti della scuola di falegnameria del centro, affinché si sostengano economicamente e insegnino il mestiere alle nuove generazioni”.
La cultura dell’Altro gira sul Web invece, è un progetto che prevede di collegare tramite Internet gli istituti scolastici di Nkoranza, Busunya e Techiman con quelli carpigiani per avviare uno scambio di amicizia e per effettuare un intervento volto a combattere razzismo e xenofobia. Il progetto è possibile grazie alle due parabole donate dal Comune di Modena, dalla Provincia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena alle scuole ghanesi. Il 6 ottobre sarà organizzato un convegno insieme alle scuole Medie e Superiori di Carpi per presentare il progetto . L’iniziativa si svolgerà, a partire dalle 9, al Palazzetto dello Sport, alla presenza del sindaco di Carpi Enrico Campedelli e del sindaco di Nkoranza Emanuel Agykum, con l’intervento di don Tonio Dall’Olio. Alle 20.30 poi, presso il Teatro Comunale si terrà un concerto jazz-rock con il gruppo Gianpaolo Lancellotti band. Il ricavato della serata servirà alla costruzione di una scuola in Ghana.
Africa Libera collabora attivamente anche con altre associazioni del territorio modenese, in particolare con le associazioni aderenti al Centro Servizi per il Volontariato. “Le diverse esperienze umanitarie – conclude Marino Malaguti – possono essere un’occasione importante per entrare in contatto con culture diverse, poichè ci si mette alla prova vivendo e lavorando ogni giorno in una comunità ristretta e intanto si apprendono i valori della solidarietà, della non violenza e della convivenza pacifica. Nonostante la qualità della vita in questi paesi sia ancora bassa perchè mancano le strutture di base, la media della popolazione vive in condizioni precarie e il livello di istruzione è bassissimo, il Paese appare sempre allegro e vivo. Anche di fronte a difficoltà enormi, si percepisce una forte dignità, una capacità impressionante di superare il dolore e le difficoltà sempre col sorriso sulle labbra, cosa che per noi risulta davvero difficile”.

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