Quattro minuti di imprecisioni

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Quattro minuti. Sono bastati quattro minuti per deprimere chi era davanti allo schermo.
L’attesa era cresciuta di ora in ora: già il giorno prima qualcuno si era sintonizzato per scoprire poi che la trasmissione dedicata a Carpi era stata posticipata al giorno successivo. E così, martedì 23 novembre, abbiamo acceso la tv su Rai2 per non perdere Sì, viaggiare, la rubrica del tg sui viaggi e il turismo, “che punta alla scoperta anche di mete poco conosciute in Italia e all’estero”. Il che potrebbe suonare come una specie di affronto per il carpigiano medio, da sempre incline a considerarsi l’ombelico del mondo. Ma il giorno prima c’era stata Spello, uno dei borghi più belli d’Italia quindi…
Tutti davanti allo schermo, dunque, per dichiarare orgogliosi: “quella è la mia città”.
Bene, sono le 18.48 e la conduttrice lancia il servizio, ricostruisce la storia del borgo medievale poi sede della signoria dei Pio e viene inquadrata la grande piazza rinascimentale, “una delle più grandi d’Italia”, con Palazzo Pio sullo sfondo.
“Qui la vita trascorre secondo ritmi antichi” commenta la conduttrice rimandando a un immaginario lontano dalla frenesia del mondo moderno, manco fossimo in Val d’Ultimo.
Seguono le interviste a due anziane signore e a un pakistano: “bella Carpi ma anche il Pakistan è bello”.
Poi cominciano le gaffe: sullo schermo appare Marzia Luppi, presidente della Fondazione Fossoli ma la didascalia la identifica come Manuela Rossi. La conduttrice di Sì Viaggiare ci riporta ai tempi della Seconda Guerra Mondiale passando dal Cortile delle Steli al Campo di smistamento di Fossoli dove numerose ‘studentesche’ (ma voleva dire scolaresche) si recano in visita.
Poi la telecamera torna in città e va in onda l’intervista alla direttrice dei Musei Manuela Rossi (che naturalmente viene identificata come Marzia Luppi) che descrive Palazzo Pio dove “ci sono tante stanze”. Viene inquadrata un’opera in scagliola e poi, finalmente, c’è tutto il colore della Ludoteca e del Castello dei ragazzi, dove si vive l’integrazione attraverso i giochi e le letture.
Sono le 18,52 e Carpi termina lì.
Non ci sono le immagini, pur riprese dalle telecamere, dell’Acetaia comunale, di uno spaccio di abbigliamento e di un ristorante cittadino che propone piatti della tradizione gastronomica locale. Sono state tagliate, sacrificate per lasciare spazio a quella Carpi dove “la vita trascorre secondo ritmi antichi”. Una seconda puntata della rubrica, sempre dedicata a Carpi, andrà in onda giovedì 2 dicembre, stessa ora, stessa rete. Magari ci sarà il riscatto della nostra cara città. Altrimenti la prossima volta finiamo a “Chi l’ha visto”.

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